IL CASO FASCETTO
L'ex laica del Csm Natoli a processo, battaglia fra accusa e difesa sulla «segretezza della camera di consiglio»
Lo scandalo che ha portato alla sospensione dell'avvocata etnea. Il Tribunale di Catania scioglierà la riserva nella prossima udienza.
«I cinque consiglieri della disciplinare possono essere ammessi come testi, ma non potranno rispondere sui temi affrontati in camera di consiglio, in quanto vige il segreto». Questa, in sintesi, l'eccezione che è stata sollevata dagli avvocati Pietro Nicola Granata e Vittorio Lo Presti, difensori dell'avvocato Rosanna Natoli, nel corso della prima udienza del processo che vede l'ex componente laica di Fdi del Csm accusata di rivelazione del segreto d'ufficio. La difesa ha chiesto al collegio della II sezione penale del Tribunale di Catania, presieduto da Patricia Di Marco, di disporre l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese ai pm dai cinque membri della disciplinare - tra cui il vicepresidente del Csm - nella fase delle indagini preliminari in merito a quanto avvenuto nella camera di consiglio del 17 luglio 2024. La procuratrice aggiunta Agata Santonocito e la sostituta Tiziana Laudani hanno chiesto al Tribunale il rigetto dell'eccezione formulata dalla difesa, evidenziando che il caso oggetto del processo - citando anche le stesse sentenze portate dagli avvocati dell'imputata - porta all'applicazione di una «clausola di salvezza» sulla segretezza della camera di consiglio.
Il Tribunale, considerando la complessità dell'eccezione sollevata dalla difesa, ha rinviato il processo al prossimo 20 ottobre per sciogliere la riserva. Poi si procederà a programmare un calendario di udienze per procedere alla fase istruttoria. Nell'udienza di stamattina, accusa e difesa, hanno affrontato le questioni preliminari depositando la lista testi e un elenco di atti documentali da produrre.
Ma facciamo un passo indietro. La violazione del segreto d'ufficio - secondo la tesi della procura di Catania - sarebbe avvenuta il 3 novembre 2023 nel corso di un incontro fra la magistrata Maria Fascetto Sivillo, deceduta l'anno scorso, e l'avvocato Natoli a Paternò. Quest'ultima - che era componente della disciplinare del Csm - avrebbe rivelato a Fascetto particolari del procedimento disciplinare a suo carico. L'incontro privato poi sarebbe venuto alla luce il 16 luglio 2024 con il deposito di una registrazione audio da parte della magistrata Fascetto proprio durante "l'udienza" del procedimento disciplinare. Uno scandalo che poi ha portato il plenum del Consiglio superiore della magistratura, l'11 settembre del 2024, a votare la sospensione dall'incarico di Natoli, che si era già dimessa dall'incarico di componente dalla sezione disciplinare di Palazzo Bachelet.