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15 settembre 2026 - Aggiornato alle 17:08
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La polemica

Mancata nomina di Ardita, interviene l'Anm: «Autonomia e indipendenza si tutelano con la trasparenza dei processi decisionali»

l'Associazione nazionale magistrati interviene pubblicamente con una dura nota in cui sollecita il Consiglio Superiore della Magistratura al massimo livello di chiarezza

15 Settembre 2026, 16:37

16:40

Sebastiano Ardita

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L'Associazione nazionale magistrati interviene con forza sulla mancata nomina del magistrato catanese, Sebastiano Ardita, in corsa per il ruolo di procuratore aggiunto alla Direzione nazionale antimafia. In una nota dall'Anm ricordano le affermazioni “formulate, da autorevoli magistrati e consiglieri del Consiglio Superiore della Magistratura” sulla “possibile esistenza di pressioni, condizionamenti o interferenze nei processi decisionali concernenti le nomine consiliari”. “Interrogativi e preoccupazioni - continua la nota - circa la piena percezione di autonomia, indipendenza e trasparenza dell’azione dell’organo di autogoverno”, così il sindacato dei magistrati interviene sulla mancata nomina di Ardita, improvvisamente azzerata, secondo molti, per dinamiche legate al fatto che Ardita non fosse gradito al capo delle Dna, Giovanni Melillo. Un'ipotesi suggerita da diverse dichiarazioni che hanno portato infine alla nota di oggi dell'Anm, secondo cui il dibattito scatenato dalla mancata nomina, ha portato ad affermazioni che “pur rappresentando valutazioni e posizioni individuali – scrivono ancora nella nota - sulle quali non compete all’Aanm esprimere giudizi o accertamenti, hanno oggettivamente contribuito ad alimentare interrogativi e preoccupazioni circa la piena percezione di autonomia, indipendenza e trasparenza dell’azione dell’organo di autogoverno”.

Una posizione molto dura, dunque, quella dell'Associazione nazionale magistrati. Che nella nota ha voluto precisare come "la credibilità dell'autogoverno si fonda non soltanto sulla correttezza delle decisioni assunte, ma anche sulla loro piena trasparenza e verificabilità, secondo criteri oggettivi e predeterminati". Pertanto, "ogni dubbio che possa incidere sulla fiducia dei magistrati e dei cittadini nei meccanismi di conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi deve essere affrontato con spirito costruttivo e con la massima chiarezza istituzionale". Nel ribadire il pieno rispetto per il ruolo costituzionale dell'organo di autogoverno, la nota dell'Anm sottolinea la convinzione che "le procedure di nomina debbano essere governate esclusivamente dai criteri previsti dall'ordinamento, dalla valutazione del merito, delle attitudini e dell'esperienza professionale dei candidati". Allo stesso tempo, l'associazione evidenzia la necessità di un approccio rigoroso e responsabile, chiarendo che "ogni denuncia di distorsione debba essere fatta con chiarezza, responsabilità e rispetto dell'Istituzione, dovendosi respingere accuse vaghe e generiche". In questa prospettiva, si auspica che il Consiglio Superiore della Magistratura "continui a garantire, in ogni fase dei procedimenti di nomina, il massimo livello di trasparenza, intelligibilità e tracciabilità delle decisioni assunte, così da fugare ogni dubbio o sospetto circa l'esistenza di fattori estranei ai criteri normativamente previsti". L'Anm annuncia, infine, l'impegno a promuovere iniziative idonee a rafforzare la fiducia della collettività nelle istituzioni, "nella piena consapevolezza che l'autonomia e l'indipendenza della magistratura si tutelano anche attraverso la credibilità, la trasparenza e la riconoscibilità dei processi decisionali che ne costituiscono il fondamento".