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giudiziaria

Indagine Cefpas: domiciliari ripristinati per l'ex deputato Riccardo Gallo Afflitto, annullata la misura per il dg Capodieci

L'ex forzista continuerà ad essere libero, "sconto" sull'interdizione ad un imprenditore di Agrigento

15 Settembre 2026, 18:28

20:14

Corruzione al Cefpas: otto indagati, c’è anche il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto

Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha accolto l’appello della Procura disponendo il ripristino degli arresti domiciliari per l’ex deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo Afflitto. Il provvedimento resta tuttavia sospeso e non esecutivo in attesa della decisione della Corte di Cassazione, cui i difensori dell’ex parlamentare, gli avvocati Lillo Fiorello e Luigi Troja, hanno annunciato di voler ricorrere. I magistrati nisseni avevano impugnato l’ordinanza del gip che, dopo le dimissioni di Gallo dall’Ars, aveva revocato la misura dei domiciliari sostituendola con la sospensione di 12 mesi dai pubblici uffici.

Secondo l’accusa, la rinuncia alla carica non avrebbe intaccato il potere relazionale dell’indagato, ritenuto in grado di condizionare dall’esterno e per fini personali le scelte amministrative del Cefpas di Caltanissetta e dell’Asp di Agrigento. Nell’ambito dello stesso procedimento, il collegio del Riesame di Caltanissetta – presieduto da Gabriella Natale e composto dai giudici Nadia Marina La Rana e Salvina Finazzo – ha accolto il ricorso proposto nell’interesse dell’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci, annullando il provvedimento impugnato e dichiarando cessata ogni efficacia della misura cautelare interdittiva.

È stata quindi annullata l’ordinanza del gip di Caltanissetta del 14 luglio 2026, che disponeva la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio per sei mesiCapodieci, assistito dall’avvocata Vincenza Gaziano, aveva respinto fin dall’inizio le contestazioni della Procura nissena nell’inchiesta denominata “corte dei miracoli” e, durante l’interrogatorio, aveva risposto a tutte le domande dei magistrati, producendo ampia documentazione a sostegno della legittimità e correttezza del proprio operato, oltre che dell’assenza di esigenze cautelari.

Ridotta, infine, la durata della sospensione a contrarre con la pubblica amministrazione per l’imprenditore agrigentino Pietro Tirone amministratore della Sice srl, difeso dagli avvocati Giuseppe Dacquì e Nino Favazzo: per lui il periodo è fissato in sei mesi.