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Cronaca

Paternò si ferma per l'ultimo saluto a Salvatore Cavallaro, il ciclista morto dopo una caduta a Donnalucata

Tutti stretti attorno alla famiglia del paternese di 74 anni. Aveva trasmesso l'amore per lo sport ai figli, in testa Alessandro la "Freccia dell'Etna", capace di battere sui 200 il record italiano di Pietro Mennea

15 Settembre 2026, 18:36

18:40

Un paese intero si è fermato oggi per l'ultimo saluto a Salvatore Cavallaro

Oggi pomeriggio una cittadina intera si è fermata, con la Chiesa di Santa Barbara di Paternò stracolma di gente per l’ultimo saluto a Salvatore Cavallaro, 74 anni, scomparso prematuramente, rimasto ferito gravemente dopo una caduta autonoma in bici il 31 agosto a Donnalucata frazione di Scicli e deceduto due settimane dopo all’ospedale di Ragusa lasciando nello sconforto tutti coloro che avevano avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzare le straordinarie doti di lavoratore, sportivo, papà, nonno e marito affettuoso e amico di tutti.

Oggi ad attendere il feretro davanti alla Chiesa di Santa Barbara una folla e il commovente cordone di ciclisti con cui amava pedalare e con le bici in area hanno omaggiato il “signor Cavallaro” come amavano chiamarlo i suoi compagni nelle tante uscite sulle due ruote e in testa il gruppo de “Il Pedale nel Cuore”: “Mancherà la sua presenza e il suo rapporto duro (53x13) che per lui era normalità, mancheranno anche le sue battute e le sue opinioni. E a volte mancherà quella frase "aspettamu u signor Cavallaro", che diceva lui stesso, mentre in realtà era già in gruppo. Un modo per far rallentare chi tirava. Un personaggio anche di spirito che lascia un grande vuoto”.

L'indimenticabile Salvatore Cavallaro in versione ciclista

In Chiesa la moglie Maria con i figli Liberato, Alessandro e Ruggero e i nipoti sono stati travolti da un abbraccio caloroso e dai ricordi che tanti avevano di Salvatore Cavallaro, uomo forte che ha provato in tutti i modi fare tornare a battere il suo cuore e alla fine ha perso la sfida più importante, ma lascia a tutti qualcosa.

L'inconfondibile sorriso di Salvatore Cavallaro

L'amore per lo sport lo aveva trasmesso ai figli con Alessandro che era diventato la “Freccia del Sud” per aver battuto un record italiano sui 200 del mitico Pietro Mennea vincendo il titolo europeo juniores nel 1991 a Riga. Allievo di Fillippo Di Mulo, il catanese attuale responsabile della velocità azzurra, la “Freccia dell’Etna” ha partecipato alle Olimpiadi di Sydney 2000, contribuendo insieme all’altro etneo Francesco Scuderi, Andrea Colombo e Maurizio Checcucci al posto in finale.

Alessandro Cavallaro in azzurro

Dopo aver cominciato con la Libertas Catania, Alessandro Cavallaro ha vestito la maglia del Gs Fiamme Gialle, il Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza dove presta servizio e oggi presente a Paternò con una folta rappresentanza.

Salvatore Cavallaro (Gs Fiamme Gialle) in azione

“Sei stato lo sport puro, lo sport in persona un agonista - il ricordo di Alessandro Cavallaro - nato l'uno aprile nessuno come te non riuscivi a perdere hai scalato ogni muro, qualsiasi cosa nella tua vita l'hai affrontata di petto e superata, non c'era niente di impossibile per te, ti hanno dovuto fare lo sgambetto per fregarti e portarti via da noi,ma il nostro è solo un arrivederci lo sappiamo. In te rivedevo gli eroi Mennea, Baresi, Pantani, Falcone, Borsellino e Giovanni Paolo II, la tua volontà ed il tuo sacrificio era qualcosa di inimmaginabile eri amore puro, fino alla fine non ti sei mai tirato indietro. Ti amo papi grazie per tutto quello cha hai fatto per noi ed i tuoi nipoti non ti dimenticheremo mai”.