prevenzione
Legambiente: «Smontare i lidi di Giardini Naxos per evitare ulteriori danni, possibili nuovi cicloni»
Il grido d’allarme della presidente del circolo, Noessing: «Le previsioni fanno presagire ulteriori fenomeni come il ciclone Harry»
«Se non si vogliono rivedere gli scenari del ciclone Harry, si deve provvedere allo smontaggio degli stabilimenti balneari».
A lanciare il grido d’allarme è Anna Maria Noessing, presidente del circolo di Legambiente.
«Più volte abbiamo sostenuto - prosegue l’ambientalista - in fase di ricostruzione che era meglio pensare ad un allontanamento dalla costa delle strutture. Purtroppo tutto è stato allestito come prima del devastante ciclone
Ritengo, dunque, che eventualmente non si dovrebbero fare ulteriori investimenti qualora si verificasse un altro ciclone come quello che si è verificato pochi mesi fa».
In effetti, modelli di climatologia come il “Nino”, fanno preoccupare gli ambientalisti.
«Ci troviamo - aggiunge Noessing - con previsioni che fanno presagire quanto già vissuto. Credo, dunque, che proprio i lidi, dovrebbero trasferire in luoghi più sicuri attrezzature che, altrimenti, rischiano di trovarsi trascinati dalla furia della tempesta, nel fondo del mare».
Doppio problema, dunque, per Legambiente. Da un lato si troverebbe la spesa inutile di soldi pubblici e dall’altro un ulteriore rischio tangibile per l’ambiente.
Il problema della ricostruzione in luoghi meno soggetti alla furia del mare è stato molte volte affrontato. Adesso la possibilità di danni importanti sta diventando, dopo un’estate da clima tropicale, decisamente importante. Gli ambientalisti puntano il dito su investimenti che avrebbero dovuto prendere in considerazione questo possibile scenario.
Il ciclone Harry, in tutta la fascia jonica, ha provocato danni consistenti.
Nel comprensorio turistico, da Letoianni, passando per Taormina e fino ad arrivare a Giardini Naxos, sono stati distrutti tanti lungomare e con essi, in qualche caso, sono stati cancellati anche storici stabilimenti balneari.
Ora il sistema dell’accoglienza in riva al mare è stato ripristinato. Legambiente, però, vuole fare suonare un campanello d’allarme sulla possibilità che accadano altri episodi analoghi a quelli già vissuti in una zona dove la stagione in riva al mare rappresenta, comunque, uno sbocco economico per tante famiglie.