Giudiziaria
Il pizzo con fattura e l'usura con partita Iva: quando il crimine diventa impresa
Sarà il processo a dimostrare se il boss di Caltanissetta di Cosa nostra Dell'Asta sia stato l'artefice
Se un tempo la criminalità organizzata riscuoteva l'estorsione tra le strade della città con il passaggio di mano in mano di buste di contanti, oggi il crimine alza il livello, veste il doppiopetto societario e si dota di partita Iva. Dal «pizzo con fattura» si è arrivati all’«usura con fattura»: l'ennesima evoluzione di un sistema criminale che non punta più soltanto a soffocare l'economia reale con tassi da capogiro, ma a nascondere il denaro sporco sotto la parvenza di una formale e inappuntabile regolarità contabile. Anche se non troppo.
È questo lo scenario da cui scaturisce la decisione del Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Caltanissetta di disporre il rinvio a giudizio nei confronti del boss di Cosa nostra Giuseppe Dell'Asta e di Giovambattista Vincitore. I due dovranno difendersi dalle pesanti accuse di usura ed estorsione, reati contestati con l'aggravante di aver agito con metodo mafioso.
Lo schema dell'illecito trasparente
L’impianto accusatorio delinea una strategia d'impresa criminale calibrata sui punti deboli di imprenditori in forte crisi di liquidità. Non più solleciti violenti sulla pubblica via, ma un meccanismo finanziario occultato dietro consulenze inesistenti, prestazioni mai svolte o compravendite fittizie. La vittima, stretta nella morsa dei debiti, otteneva la liquidità necessaria ma si vedeva poi applicare tassi usurari; per coprire il flusso del denaro e giustificare le somme corrisposte in eccesso a titolo di interesse illecito, venivano emessi documenti fiscali.
Verso il dibattimento
Con il decreto che dispone il giudizio, il quadro probatorio raccolto dagli inquirenti passa ora al vaglio delle aule di tribunale. Nel corso del processo la pubblica accusa cercherà di dimostrare la pervasività del modello finanziario contestato e il peso dell'intimidazione mafiosa, mentre i legali degli imputati sosterranno l'estraneità dei propri assistiti e la liceità dei rapporti commerciali intercorsi.