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16 settembre 2026 - Aggiornato alle 16:03
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L'annuncio

Caro gasolio, l'ultimatum del comitato trasportatori: «Pazienza finita, faremo un blocco»

Il coordinatore del comitato, Salvatore Bella, denuncia le promesse mancate da parte della Regione e del governo nazionale, minacciando il blocco totale del trasporto intermodale nei porti dell'Isola entro quindici giorni

16 Settembre 2026, 14:45

15:06

Caro gasolio, l'ultimatum del comitato trasportatori: «Pazienza finita, faremo un blocco»

Per il caro gasolio, che proprio oggi ha raggiunto il massimo storico, i trasportatori lanciano un ultimatum alle istituzioni, prospettando un'imminente paralisi del settore logistico e commerciale. A denunciare una situazione ormai divenuta insostenibile è Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasportatori siciliani (in breve Cts, composto dalle sigle Assiotrat, Assotrasport, Uts e Aitras), che esprime con toni duri tutto il malcontento della categoria per i perduranti silenzi della politica. «La pazienza ha un limite e noi l'abbiamo esaurita», ha esordito con fermezza Bella, spiegando i motivi di questa esasperazione. «Abbiamo aspettato per mero senso di responsabilità fino ad oggi che il governo nazionale e quello regionale concretizzassero le norme e mantenessero gli impegni presi nell’incontro di aprile». Le promesse fatte in primavera, tuttavia, sembrano essersi risolte in un nulla di fatto, lasciando gli autotrasportatori da soli ad affrontare il peso della crisi: «Ad oggi non abbiamo ottenuto nulla se non i continui aumenti di gasolio e le conseguenti ripercussioni economiche alle nostre aziende».

Le critiche del comitato si rivolgono in primis al governo regionale, accusato di grave lentezza amministrativa. Bella ha infatti ricordato puntualmente come l'amministrazione siciliana «si era impegnata a emanare il decreto assessoriale che consentisse di presentare le domande di contributo per il caro gasolio ma dall’assessore Aricò sono seguiti solo proclami e promesse su giornali e social». La profonda delusione della categoria non risparmia però l'esecutivo nazionale, le cui rassicurazioni si sono rivelate altrettanto inefficaci nei fatti. «Il governo nazionale - ha osservato lucidamente Bella - si era impegnato a liquidare entro luglio la prima annualità di 'Sea Modal Shift', il cosiddetto 'marebonus' ma ad oggi nessuna impresa ha ricevuto nulla». Una congiuntura già di per sé molto critica, che rischia di aggravarsi ulteriormente a causa di indiscrezioni allarmanti. «Quel che è peggio - ha continuato - è che ci giungono notizie di una decurtazione delle somme già stanziate sulla seconda annualità del 'Sea Modal Shift'».

Di fronte a questo desolante scenario di stallo istituzionale e di difficoltà economiche crescenti, la categoria si dice pronta a passare alle vie di fatto incrociando le braccia. «Di certo non rimarremo inermi di fronte a questa mancanza di serietà e di rispetto nei confronti di una categoria già molto provata», ha avvertito il rappresentante degli autotrasportatori. Per tentare in extremis di ricucire lo strappo ed evitare il caos, le imprese hanno inoltrato una richiesta formale di confronto urgente, ponendo tuttavia una scadenza perentoria. Concludendo il suo intervento, Bella ha infatti chiarito i prossimi passi: «abbiamo chiesto un incontro sia all’assessore Aricò sia al vice ministro Rixi e, passato inutilmente il termine di 15 giorni, il comitato si riunirà per fissare la data del blocco del trasporto intermodale in tutti i porti siciliani».