BENI ARCHEOLOGICI
Alla Villa Romana acqua nel corridoio della Grande Caccia: mosaici a rischio e manutenzione nel mirino
Criticità sulle grondaie, le reti sotto le coperture ostruite da guano e carcasse di piccioni
Un fiume d’acqua nel Corridoio della Grande Caccia, sotto gli occhi dei turisti che ieri pomeriggio stavano visitando la Villa Romana del Casale. La pioggia ha invaso uno degli ambienti più importanti del complesso archeologico, raggiungendo l’area che custodisce uno dei mosaici più celebri del sito Unesco.
Una parte dell’acqua sarebbe penetrata attraverso un varco tra la Basilica e l’Appartamento Sud, per poi riversarsi verso il Corridoio. Ma questa potrebbe essere soltanto una delle concause. L’attenzione si concentra anche sulle grondaie e sull’efficienza del sistema di smaltimento delle acque provenienti dalle coperture.
A pesare è anche il problema dei piccioni. Guano, piume e carcasse rimaste intrappolate nelle reti sotto le coperture, con la pioggia e l’umidità, rendono l’aria insalubre e provocano un fetore particolarmente intenso lungo il percorso di visita. Gli accumuli di guano interessano anche le grondaie, con il rischio di ostacolare il regolare deflusso dell’acqua.
L’ultima pulizia complessiva delle reti sotto le coperture risalirebbe al 2023, in occasione della visita al Sito Unesco del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’episodio arriva a poche settimane dall’avvio, a fine luglio, della manutenzione programmata dei mosaici, affidata a una ditta specializzata con un appalto di circa 130 mila euro l’anno. Ma restauri e interventi conservativi non servono a nulla se, nello stesso tempo, non viene garantita la manutenzione ordinaria di tutto ciò che deve proteggere i mosaici.
La Villa del Casale ha bisogno di interventi continui e tempestivi: pulizia delle grondaie e delle reti, rimozione di guano e carcasse, controllo dei canali di scolo e dei drenaggi. La tutela di un patrimonio così fragile comincia dalla prevenzione, impedendo che acqua e fango arrivino fino ai mosaici.