sanità e lavoro
Carenza di personale infermieristico e disservizi al Civico di Palermo: i sindacati annunciano la protesta in piazza
Il presidio e la mobilitazione previsti per il 29 settembre
Esplode la protesta dei lavoratori dell’azienda ospedaliera Civico di Palermo. Le segreterie aziendali e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Nursind, Fials, Nursing Up e delle sigle della dirigenza medica e sanitaria di Cgil, Cisl, Uil e Fials Confsal hanno proclamato una giornata di mobilitazione per il prossimo 29 settembre. Il presidio si terrà in piazza Ottavio Ziino, proprio davanti alla sede dell’Assessorato regionale alla Salute, per denunciare una serie di criticità strutturali sulle quali la direzione dell'ospedale non ha ancora fornito risposte concrete.
Al centro dello scontro c'è in primo luogo la grave e prolungata carenza di personale infermieristico. Secondo quanto evidenziato dalle organizzazioni sindacali, l'insufficiente dotazione di operatori dedicati all'assistenza sta generando un insostenibile sovraccarico di lavoro nei reparti, con evidenti rischi sia per la salute psicofisica dei dipendenti sia per la sicurezza e la qualità delle cure erogate ai pazienti. La sofferenza dell'organico riguarda tuttavia l'intera struttura: mancano infatti tecnici sanitari, personale amministrativo, fisioterapisti, assistenti sociali e un numero adeguato di operatori socio-sanitari (Oss). A completare il quadro dei disagi, i sindacati segnalano anche continui disservizi relativi al funzionamento della mensa aziendale.
Di fronte a quello che definiscono un muro di gomma da parte dei vertici dell'azienda, i rappresentanti dei lavoratori hanno deciso di alzare il tiro rivolgendosi direttamente alla Regione: «Non si parla soltanto dei diritti dei lavoratori, ma la vicenda coinvolge direttamente il tema della sanità pubblica e della sicurezza dei pazienti. La Direzione aziendale non ascolta il nostro grido d’aiuto? Allora lo urliamo direttamente all’assessore e siamo pronti a urlarlo fino sotto l'ufficio della Presidenza della Regione, se dovesse essere necessario».