Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
17 settembre 2026 - Aggiornato alle 08:25
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

palermo e provincia

Cade la polvere su Isola delle Femmine e Capaci, il caso finisce all’Ars: «Fare chiarezza»

La patina biancastra su terrazze, auto e scuole

17 Settembre 2026, 07:00

Cade la polvere su Isola delle Femmine e Capaci, il caso finisce all’Ars: «Fare chiarezza»

La polvere “sporca” è tornata: nei giorni scorsi i residenti di Isola delle Femmine e Capaci si sono ritrovati di nuovo a spazzare terrazze, balconi e cofani delle auto ricoperti da una patina biancastra. Un fenomeno che sulla costa nord-occidentale non è nuovo: già tra febbraio e marzo erano arrivate diverse segnalazioni, anche dalle zone di Tommaso Natale, Sferracavallo e Carini. Poi anche una protesta collettiva con i cittadini preoccupati per i fumi provenienti da un impianto della zona. Stavolta, il sindaco di Isola delle Femmine, Orazio Nevoloso, rassicura: «Nessuna nuova invasione di polveri».

Il caso però è finito all’Ars, dove Mario Giambona, deputato regionale del Pd, chiede che si torni a misurare la qualità dell’aria nella zona: «Non servono altre attese né rassicurazioni generiche, ma controlli immediati - dice - chiediamo all’Asp di Palermo e ad Arpa Sicilia di procedere subito con un nuovo campionamento per verificare la natura delle polveri».

C'è però un limite che la stessa Arpa aveva specificato, perché l'area interessata dalla ricaduta al suolo sembra trovarsi fuori dal raggio d'azione delle stazioni fisse dell’agenzia e inoltre gli analizzatori misurano particelle con diametro differente (più piccole) dalle polveri segnalate dai cittadini. «Il ripetersi delle ricadute dimostra che c'è un problema che non può essere considerato risolto - osserva Giambona -. Se le lavorazioni continuano a produrre polveri che raggiungono le aree circostanti, evidentemente le misure di contenimento adottate finora non sono sufficienti».

Da qui la proposta di una struttura di campionamento fissa, capace di rilevare sia le polveri sottili sia le particelle più pesanti: «Non può essere la cittadinanza a dover chiedere ogni volta la sospensione delle lavorazioni, ma deve essere l'impianto ad autoregolarsi». Resta però un’incognita emersa negli ultimi giorni: «Le aziende interessate non avrebbero mai ricevuto la relazione di Arpa». Sul tavolo al momento anche l'ipotesi di convocare in IV Commissione all'Ars tutti i soggetti coinvolti, mentre è stata già chiesta un’interlocuzione con l’assessorato regionale al territorio e ambiente. L’ultima relazione consegnata da Arpa, che ha analizzato i campioni presenti su terrazze e balconi dell’istituto scolastico Francesco Riso di Isola delle Femmine e di una stazione di bike sharing del Comune, ha rilevato una corrispondenza con le polveri derivate dal processo produttivo della cementeria “Heidelberg Materials Italia Cementi”, mentre ha escluso che potessero appartenere ad un’altra azienda della zona. Sempre a marzo, nei campionamenti di materiale effettuati tra l’11 e il 26, Arpa specificava che non erano «previste ulteriori analisi né sono attesi ulteriori risultati» e che «il quadro valutativo può essere considerato conclusivo». Intanto la scuola Riso ha riaperto. «Ogni giorno - conclude Giambona - bambini e ragazzi trascorrono diverse ore a pochissima distanza dall'impianto e la prudenza non è un'opzione, ma un dovere».

Dal canto suo, il sindaco Nevoloso precisa: «Ho scritto al direttore dell'impianto, trasmettendo la relazione e chiedendo una eventuale controdeduzione e nelle more di attivare tutte le misure che riterrà opportuno per mitigare il fenomeno, inclusa l'interruzione della produzione. Ho scritto ad Asp chiedendo una valutazione dal punto di vista sanitario. Non c'è un problema scuola nel senso che: se c'è un problema il problema è di tutto il territorio (Isola delle Femmine + Capaci). Se non c'è un problema non c'è per nessuno».