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L’inchiesta

Catania, il cantiere di Via Palazzotto: tre indagati per falso

Il sequestro resta: la società ha rinunciato al Riesame. La Procura sta analizzando gli atti dell’intera procedura

17 Settembre 2026, 06:20

06:21

Catania, il cantiere di Via Palazzotto: tre indagati per falso

Il cantiere di via Palazzotto per la realizzazione di un supermercato a marchio Lidl rimane sotto sequestro. La società, rappresentata dall’avvocato Antonio Carino con studio legale a Milano, ha rinunciato al ricorso davanti al Tribunale del Riesame. Non è dato sapere però il perché di questa scelta processuale. Alla domanda girata alla difesa per email, il colosso della grande distribuzione ha risposto con un diplomatico “no comment”. Anzi precisamente l’avvocato ha scritto: «La società mia cliente, nel rispetto delle indagini in corso, non ritiene di dover commentare». Viene quindi da pensare che l’istanza al Riesame fosse solo una strategia per aver accesso agli atti contenuti nel fascicolo coordinato dal procuratore aggiunto Fabio Scavone.

La realizzazione rimane ferma, ma intanto prosegue l’indagine condotta dalla squadra mobile che comunque è ancora allo stato embrionale. L’area nella zona del Tondo Gioeni è stata sequestrata il 28 luglio scorso dopo un provvedimento preventivo d’urgenza emesso dalla Procura nell’ambito di un’inchiesta per abuso edilizio. Il sequestro è stato convalidato dal gip, che ha ritenuto fondate le ipotesi accusatorie mosse dal pm. Per l’accusa vi sarebbero dei vizi urbanistici e ambientali sulla destinazione d'uso dell'opera. Il terreno sarebbe vincolato - seguendo le tavole del vecchio Prg - alla costruzione di edifici pubblici e non privati. Qualche giorno fa il Comune, attraverso una determinazione dirigenziale emessa il 28 agosto 2026, ha deciso di «stabilire in modo univoco» quali siano gli elaborati ufficiali della pianificazione urbanistica della città.

Le indagini della Procura sono figlie di diversi esposti e denunce presentate nel 2024 da consiglieri d'opposizione e anche da alcune associazioni. Nell’inchiesta ci sono già i primi indagati. Sono almeno cinque fra dirigenti e funzionari di Palazzo degli Elefanti che si sono occupati della procedura e i vertici delle società coinvolte (anche quella che si sta occupando della realizzazione). Ai tre dipendenti del Comune è stato notificato “l’avviso” per il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative. Ai rappresentanti legali delle imprese è contestata invece la lottizzazione abusiva. La procura ha affidato le indagini alla sezione della squadra mobile che si occupa di reati contro la Pubblica Amministrazione.