La sentenza del gup
Dalla bandiera di Cuba all'inchino al "capo dei pusher": oltre due secoli di carcere per gli imputati dell'operazione "Cubisia Connection"
Il gruppo di trafficanti di droga a marchio Santapaola che faceva affari illeciti fra Aci Catena ed Acireale.
L'avevano chiamata operazione "Cubisa Connection" come diretto riferimento alla piazzetta di Aci Catena, cittadina etnea, che sarebbe stato il centro logistico del gruppo di spaccio capitanato, fra gli altri, da Simone Scalia. Un personaggio che è stato "omaggiato" il giorno della sua scarcerazione - quattro anni fa era tornato a casa per "scontare" i domiciliari - come un boss di Gomorra dai carusi dell'organizzazione criminale riconducibile a Cosa Nostra catanese, che è stata decapitata l'anno scorso dai carabinieri.
Il video dell'inchino, con tanto di musica neomelodica, è finito nel fascicolo dell'operazione condotta dai pm Fabio Saponara e Giuseppe Sturiale (oggi sostituto Pg) che si è arricchita nel frattempo delle rivelazioni di Stefano Sciuto, il figlio del defunto mafioso Sebastiano (conosciuto come Nuccio Coscia) che per decenni è stato il capo della famiglia Santapaola nell'acese. Ed è lui che ha raccontato che la cellula di narcotrafficante si identificava sui social, in particolare su TikTok, con la bandiera di Cuba. In verità ai pm che lo hanno sentito non aveva saputo dire l'esatta nazionalità: «Devo precisare che il mio gruppo, come facevano anche altri gruppi, aveva una bandiera di riferimento ovvero la bandiera di una nazione che serviva a contraddistinguere sui social gli appartenenti al mio gruppo. Non ricordo la nazione della bandiera del mio gruppo ma ricordo che era a strisce e c'era il colore azzurro». Guardando i profili dei giovani coinvolti è stato facile verificare che si trattava di quella dell'Isola caraibica.
Oggi è arrivata la sentenza del gup. E le pene comminate agli imputati che hanno scelto il rito abbreviato sono state pesantissime. Facendo la somma si arriva a 213 anni di carcere: Carmelo Grasso (20 anni di reclusione), Simone Scalia (20 anni di reclusione), Ottavio Mariano Grasso (20 anni di reclusione), Paolo Scuderi (16 anni e 8 mesi di reclusione), Loredana Principato (16 anni di reclusione), Angelo Restivo (16 anni di reclusione), Sebastiano Rapita (14 anni e 8 mesi di reclusione), Sebastiano Cosentino (14 anni di reclusione), Sebastiano Gambino (11 anni e 4 mesi di reclusione), Ivan Grasso (10 anni e 8 mesi di reclusione), Antonino Barbagallo (10 anni di reclusione), Alessandro Grimaldi (10 anni di reclusione), Vincenzo Principato (10 anni di reclusione), Alfio Scaccianoce (10 anni di reclusione), Gaetano Caserta (6 anni di reclusione ed euro 30.000 di multa), Antonino Maugeri (5 anni di reclusione ed euro 18.000 di multa), Stefano Sciuto (3 anni di reclusione da porsi in aumento a un'altra sentenza).
A rappresentare l'accusa nell'udienza preliminare sono stati i pm Saponara e Santo Distefano, che ha sostituito Sturiale. Le motivazioni della sentenza arriveranno fra 90 giorni.


