Le accuse
Il processo al presidente dell'Ars Galvagno resta a Palermo, ma la difesa annuncia colpi di scena sulle intercettazioni
L'esponente di Fratelli d'Italia è accusato di peculato, corruzione, truffa e falso. I suoi legali avevano chiesto lo spostamento del caso a Catania per competenza territoriale
Resta a Palermo il processo per peculato, corruzione, falso e truffa a carico del presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, e del suo ex autista, Roberto Marino. L’ha deciso il presidente della terza sezione penale del tribunale di Palermo, Fabrizio La Cascia.
Galvagno, presente in aula, è difeso dagli avvocati Ninni Reina, Antonia Lo Presti, e Vittorio Manes. L’ex autista è difeso dall’avvocato Salvatore Sansone.
Il presidente dell’Ars aveva chiesto di spostare il processo a Catania, perché lì sarebbe stato commesso il primo e più grave reato fra quelli contestati, il peculato per l’uso improprio dell’auto blu di servizio. Entrambe le difese hanno preannunciato che ci saranno delle eccezioni sulla utilizzabilità delle intercettazioni. Il processo è stato rinviato al prossimo 5 novembre.
