risanamento
Da baraccopoli a quartiere verde: a Fondo Saccà 44 nuovi alloggi
Dopo la complessa bonifica dell'area inquinata, a Messina prende forma il progetto di riqualificazione della Struttura commissariale
Dove per anni c’è stata una delle tante baraccopoli cittadine, prende forma un nuovo complesso residenziale realizzato con tecnologie innovative. A Fondo Saccà, nel cantiere della Struttura commissariale per il risanamento, avanzano i lavori per la costruzione di 32 dei 44 alloggi complessivamente previsti nell’area liberata dalle vecchie abitazioni. Gli altri 12 appartamenti rientrano invece nel progetto Capacity, curato da Palazzo Zanca.
Nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo per verificare lo stato di avanzamento dell’intervento. Presenti il rup di Invitalia, l’arch. Massimo Baragli, gli ing. Carmelo Ridolfo e Gaetano Arrigo della task force della Struttura commissariale e i direttori tecnici della Cosedil, l’ing. Pasquale Grillo e l’arch. Orazio Pavone. Il nuovo complesso residenziale viene realizzato puntando sull’impiego di tecnologie costruttive moderne. Le abitazioni saranno realizzate con pannelli strutturali in legno X-Lam, un sistema ampiamente diffuso nel settore dell’edilizia in Europa e in grado di garantire elevati standard di sicurezza, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Gli edifici saranno inoltre dotati di pannelli solari e realizzati con materiali a basso impatto ambientale. L’investimento ammonta a circa 6,5 milioni, finanziati attraverso le risorse della legge speciale sul risanamento.
La Struttura commissariale, guidata dal presidente della Regione Renato Schifani, ha affidato a Invitalia il ruolo di soggetto attuatore. L’appalto è stato aggiudicato alla Cosedil e alla Rubner Holzbau, le stesse imprese impegnate nella realizzazione di altri 60 alloggi, anch’essi progettati secondo criteri di sostenibilità ambientale, nell’area di Fondo Basile, nel quartiere Giostra. Quello di Fondo Saccà è un intervento arrivato al termine di un percorso complesso e delicato. La vecchia baraccopoli occupava una superficie di oltre 5mila mq e ospitava 67 nuclei familiari, successivamente trasferiti in nuove abitazioni. Le demolizioni sono state completate nel 2021, con un’operazione costata oltre 2 milioni di euro. Una volta liberata l’area, le attività di risanamento hanno dovuto fare i conti con una nuova emergenza: la presenza di sostanze inquinanti nel terreno e nel sottosuolo. Le analisi hanno evidenziato scarti industriali, amianto e idrocarburi, rendendo necessaria una lunga e articolata attività di bonifica, durata quasi tre anni. In alcuni punti gli scavi hanno raggiunto una profondità superiore ai tre metri.