Messina
Caos impianti sportivi: società di basket e volley sul piede di guerra
Grido d’allarme. PalaRussello e Juvara chiusi, club costretti a pochissimi turni. Correnti rifiuta il ruolo di esperto del sindaco
Un rompicapo di non facile soluzione. Perché senza strutture non si programmano le stagioni. E non ci sono strategie che tengano senza impianti. E con il PalaRussello chiuso per lavori e la palestra Juvara non ancora consegnata (la consegna avrebbe dovuto avvenire a fine agosto) gli spazi si riducono notevolmente. E le società entrano in crisi. E se per il volley la situazione è difficile ma potrebbe essere risolta, come di fatto spera di poter fare l’amministrazione comunale, con il massiccio utilizzo delle palestre scolastiche, per la pallacanestro il nodo diventa inestricabile.
«Come federazione - spiega Alessandro Pati dell’Asd Domenico Savio - abbiamo paletti più stringenti per ciò che riguarda il terreno di gioco». E il campo, è il caso di dire, si restringe. Pochissime le palestre scolastiche idonee ad ospitare i campionati giovanili. E con il PalaRescifina ad uso esclusivo del volley, restano nei fatti il PalaMili (utilizzato pure da futsal e pallamano), ancora interessato da lavori e con il settore ospiti solo in parte utilizzabile, la palestra di Ritiro, in gestione al Castanea Basket, e il PalaTracuzzi. Ed è proprio nell’impianto di via Rocca Guelfonia, fresco di restyling, che si alleneranno e disputeranno gare le varie società. Una decina in tutto, più qualche squadra di volley, con una turnazione “intensiva”, che potrebbe comportare una riduzione degli allenamenti.
«Provvisoriamente - spiega Pati - ci hanno assegnato solo tre turni per la prima squadra. Per questo siamo stati costretti a rivolgerci ad altre strutture, con un aggravio di costi, che, per una Asd che vive di sponsor, non sono sempre sostenibili». E se la situazione è già complessa per gli allenamenti meglio non va se si ragiona in termini di partite o di allenamenti individuali, con la struttura occupata al mattino dalle scuole che svolgono attività motoria.
E in un clima già di per sé incerto ad arrivare come un fulmine a ciel sereno la decisione della presidente della Fip Sicilia, Cristina Correnti, che, in un lungo post sui social, spiega le ragioni che l’hanno spinta a rinunciare alla disponibilità a ricoprire il ruolo di esperto allo sport del Comune. «Per me lo sport non è soltanto attività, eventi o gestione dell’esistente - scrive - è soprattutto programmazione, visione, attenzione ai giovani, alle società, agli impianti e alle persone che ogni giorno lavorano per costruire una vera cultura sportiva. Quando si accetta un incarico, credo sia necessario farlo con convinzione, condividendo obiettivi, metodo e responsabilità. Non sarebbe quindi corretto nei confronti dell’Amministrazione, del mondo sportivo e soprattutto di me stessa accettare un ruolo nel quale non riconosco pienamente il mio modo di lavorare».