Comune di Palermo
Pudm e concessioni, a Palermo la “guerra” continua: l'assessorato rinvia al mittente le richieste della Ragioneria
Ancora ping pong tra uffici. E la scadenza si avvicina: è il 30 settembre
L’assessorato all’Urbanistica non ci sta e sul Pudm rimanda al mittente la nuova richiesta della Ragioneria generale sulle integrazioni documentali relative agli oneri economici e finanziari attuali e futuri sul bilancio comunale. Sull’atto in embrione, il botta e risposta non finisce mai. Il tempo, sì, con la scadenza fissata al 30 settembre per l’approvazione dello strumento urbanistico destinato a rifondare la costa, costellata di spine, la più grossa delle quali è la spiaggia di Mondello.
L’impulso all’ulteriore necessità, rilevata dal ragioniere generale Bohuslav Basile, di dettagliati allegati «prospettici» relativi al triennio 2026-2028 e oltre, era stato dato dalla prima commissione consiliare, Bilancio, dopo che la stessa Ragioneria aveva prima restituito agli uffici la proposta di delibera a causa delle carenze documentali, per poi riceverla di nuovo con la ripetizione dell’inciso sulla «natura meramente pianificatoria dell’atto».
Ora, la scena già vista della controreplica: il capo area Marco Ciralli conferma l’«attestata neutralità finanziaria, patrimoniale e gestionale immediata», aggiungendo che «l’adozione del Pudm è insuscettibile di determinare nel triennio 2026-2028 effetti diretti o indiretti tali da comportare maggiori spese, minori entrate, variazioni degli strumenti finanziari e programmatori o comunque alterazioni degli equilibri del bilancio». Per il post 2028, Ciralli rinvia alla «successiva gestione amministrativa e agli atti di natura attuativa, esecutiva e gestionale». Quindi il dirigente individua «un errore» sul tema del trasferimento del canone alla Regione: nella relazione si ipotizzano due fattispecie: il trasferimento del 25% del canone per le nuove concessioni; il trasferimento della quota per le concessioni già rilasciate e trasferite. «L’errore» della Ragioneria starebbe nella «prospettazione di diverse ipotesi» perché l’obbligo di corresponsione alla Regione sorgerebbe soltanto ad avvenuta approvazione del Pudm, con conseguente passaggio della gestione amministrativa al Comune.