l'emergenza
Incendio alla scuola Capuana a Gela: tre minori identificati, il sindaco chiede risarcimento e una cabina di regia per i giovani
Si pensa ad avviare progetti per contrastare vandalismo, droga e possesso di armi tra i ragazzini
Non torneranno a scuola lunedì gli studenti del plesso Capuana dove sabato della scorsa settimana si è registrato un incendio che ha danneggiato l’impianto elettrico, suppellettili, pareti e una porzione di pavimento. La polizia ha identificato tre minori di età tra i 10 e i 12 anni come autori dell’incendio.
La loro giovanissima età, il fatto che appartengono a famiglie del ceto medio -alto, senza, quindi, senza avere alle spalle situazioni di disagio economico e sociale rende l’episodio ancor più inquietante.
Il sindaco Terenziano Di Stefano annuncia che il Comune chiederà il risarcimento dei danni ai tutori dei minori che hanno dato alle fiamme la scuola. Gli stessi per la loro giovanissima età non sono perseguibili penalmente. Non saranno cifre di poco conto tra smaltimento di rifiuti speciali, ripristino dell’impianto elettrico, pulizia, scialbatura e sanificazione dei locali raggiunti dalle fiamme e riacquisto di arredi andati in fumo. Ma l’attenzione è puntata sul perché è successo.
«C’è un’emergenza che non possiamo sottovalutare - dice il primo cittadino - tanti minori sono coinvolti nella nostra città in azioni di vandalismo anche molto gravi come quella contro la scuola Capuana. Ma li ritroviamo anche nello spaccio di droga. Aspetto molto preoccupante è quello che riguarda il possesso di armi, dai coltelli alle pistole. E allora dobbiamo chiederci dove stiamo sbagliando, dove si verifica il corto circuito nel processo educativo dei minori e dobbiamo fare qualcosa subito».
Il primo cittadino pensa ad una cabina di regia con i Servizi sociali del Comune, i magistrati, le forze dell’ordine, i dirigenti scolastici e quanti a vario titolo si occupano di minori. «Mi attiverò nei prossimi giorni - annuncia - perché la cabina di regia possa costituirsi. Credo anche che bisogna puntare su un progetto che consenta ai minori di impiegare il tempo in modo costruttivo anche tenendo le scuole più aperte possibile il pomeriggio».
Il segretario regionale di PeR Miguel Donegani suggerisce il ripristino nelle scuole dell’equipe socio psico pedagogica che esisteva alcuni decenni fa e si occupava prevalentemente di disagio giovanile e dispersione scolastica.
