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il caso

«Pratiche commerciali aggressive» sui minorenni: l'associazione Consumerismo cita in giudizio i "Me Contro Te" a Palermo

Il duo nel mirino dei rappresentanti dei consumatori per le vendite su sito web

19 Settembre 2026, 12:52

13:00

«Pratiche commerciali aggressive» sui minorenni: l'associazione Consumerismo cita in giudizio i "Me Contro Te" a Palermo

Finisce davanti ai giudici del Tribunale civile di Palermo la società dei due celebri creator digitali Luigi Calagna e Sofia Scalia, noti al grande pubblico di bambini e giovanissimi come "Me Contro Te". A depositare l'azione inibitoria il 14 settembre è stata l'associazione Consumerismo No Profit, lobby indipendente dei consumatori italiani, contro la Me Contro Te S.r.l. (ex Pandacorno S.r.l.s.), chiedendo alla magistratura di ordinare l'immediata cessazione delle pratiche commerciali ritenute scorrette e ingannevoli.

L'iniziativa legale fa seguito a una segnalazione già inviata il 9 giugno scorso all'Antitrust e al Garante della Privacy. Non avendo ottenuto risposta, l'associazione ha deciso di adire le vie legali, mettendo nel mirino la gestione del sito web del duo "Me contro te" e della relativa applicazione mobile. Secondo la tesi di Consumerismo, la piattaforma rappresenta un ambiente di intrattenimento pensato su misura per bambini e preadolescenti all'interno del quale, senza alcuna distinzione o separazione dai contenuti ludici, si trova la sezione «Negozio» affiancata dalla dicitura «Vai allo shop!», che reindirizza gli utenti a uno storefront Amazon tramite link di affiliazione.

Nella citazione si ravvisano diverse ipotesi di illecito: in primo luogo una pratica commerciale aggressiva basata sull'esortazione diretta all'acquisto rivolta a minori; in secondo luogo una pratica ingannevole per omissione, data l'assenza di chiare informazioni sull'effettiva identità del venditore, sulla natura affiliata del link commercializzato, sulle garanzie, sulle condizioni di recesso e sull'assistenza; infine, un'ipotesi di pubblicità occulta scaturita dalla totale commistione tra i video d'intrattenimento e le proposte di vendita. A ciò si aggiungono contestazioni in materia di privacy per la mancanza di un banner cookie adeguato (con opzioni «Accetta» e «Rifiuta» di pari evidenza) e l'assenza di un efficace sistema di verifica dell'età e del consenso genitoriale.

Attraverso il ricorso depositato a Palermo, Consumerismo chiede che il Tribunale accerti le violazioni e ne ordini la cessazione con divieto di reiterazione, imponendo alla società la conformazione di app e sito entro 30 giorni. Tra le richieste spiccano la rimozione della dicitura imperativa dall'area ludica (o il suo inserimento dietro un filtro d'età), la separazione netta tra pubblicità e contenuti, e la riscrittura delle informative sulla privacy con un linguaggio chiaro e realmente accessibile ai bambini.