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Carabinieri

Rapina ed estorsione a un conoscente: 31enne ai domiciliari con il braccialetto elettronico

L'uomo avrebbe aggredito la vittima per rubarle soldi e cellulare per poi minacciarla di morte allo scopo di farle ritirare la denuncia: è successo a Zafferana Etnea

20 Settembre 2026, 09:13

09:20

Rapina ed estorsione a un conoscente: 31enne ai domiciliari con il braccialetto elettronico

Su richiesta della Procura della Repubblica di Catania, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per un trentunenne catanese, gravemente indiziato dei reati di rapina ed estorsione ai danni di un conoscente. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Zafferana Etnea a coronamento di un'articolata indagine, innescata dalle denunce della vittima che, tra i mesi di marzo e giugno di quest'anno, sarebbe stata bersaglio di una violenta escalation di minacce e pretese economiche.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, in una prima fase l'indagato avrebbe aggredito la persona offesa a pugni e strattonate con il preciso intento di sottrarle il telefono cellulare e una somma di quaranta euro. La situazione è ulteriormente precipitata quando il trentunenne è venuto a conoscenza della denuncia sporta nei suoi confronti. Per garantirsi l'impunità, avrebbe iniziato a minacciare di morte il conoscente nel tentativo di costringerlo a ritirare le accuse, accompagnando le intimidazioni con nuove e pressanti richieste di denaro. Attraverso questa forte pressione psicologica, l'uomo sarebbe riuscito a estorcere alla vittima ben 1.050 euro, giustificati formalmente come finto acconto per l'acquisto di un'autovettura.

Il quadro probatorio è stato minuziosamente ricostruito dai militari dell'Arma incrociando le dichiarazioni del denunciante con riscontri oggettivi inequivocabili. Fondamentali si sono rivelate l'acquisizione della documentazione sanitaria attestante le lesioni subite nell'aggressione, l'analisi dei messaggi scambiati tra i due e il tracciamento dei flussi di denaro. Il Gip ha condiviso l'impostazione della Procura, disponendo i domiciliari per tutelare l'incolumità della vittima.