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20 settembre 2026 - Aggiornato alle 11:35
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La richiesta

Case popolari a Gela, ripartono gli sgomberi: le famiglie scrivono a Schifani per chiedere la regolarizzazione

Il comitato si rivolge al presidente della Regione: «Abbiamo recuperato strutture murate a nostre spese, fateci pagare il dovuto per vivere nella legalità»

20 Settembre 2026, 11:21

11:30

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A Gela riprendono gli sgomberi degli alloggi popolari dell'Iacp e le famiglie coinvolte decidono di rivolgere un accorato appello direttamente al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Il comitato degli occupanti ha scritto una lettera al governatore per denunciare il forte stato di preoccupazione vissuto dai residenti in queste ultime settimane, con l'obiettivo di chiedere una via d'uscita istituzionale che porti alla regolarizzazione della loro posizione.

«Siamo disperati e c'è chi non riesce più neanche a dormire di notte, a causa dell’ansia», si legge nella missiva, nella quale si sottolinea come le abitazioni da cui vengono oggi sfrattati fossero originariamente murate e in condizioni di estremo degrado al momento del loro ingresso. Sono stati proprio i cittadini, impiegando i propri piccoli risparmi, a rendere nuovamente agibili quegli spazi che oggi definiscono non solo come semplici immobili, ma come i luoghi nevralgici in cui crescono i loro figli, ragazzi che meritano una concreta prospettiva di riscatto sociale.

Attraverso la richiesta inviata ai vertici regionali, il comitato mette in chiaro la propria volontà di uscire dall'ombra e dalle irregolarità. «Non chiediamo nessun privilegio», precisano infatti gli occupanti, sottolineando di volere «solo la possibilità di essere messi in regola, pagando quello che è necessario». La richiesta è dunque quella di poter rientrare nella piena legalità, abbandonando la precarietà che grava sul loro futuro abitativo. A chiudere il messaggio indirizzato a Schifani è un appello diretto alla sua figura istituzionale: «Presidente la preghiamo, con rispetto e fiducia, di mettere fine a questo incubo, dandoci una serenità che da anni ormai attendiamo».