Il caso
Giallo a San Cataldo sulle due sorelline ritrovate: come sono finite nel negozio? Al vaglio i video delle telecamere
I Carabinieri indagano: si scava sui tempi della denuncia del padre, mentre la titolare dell'attività è stata nuovamente sentita in caserma.
Proseguono a ritmo serrato le indagini dei Carabinieri per fare piena luce sul caso di Benedetta e Domitilla, le due sorelle di 12 e 8 anni scomparse venerdì sera a San Cataldo e ritrovate sane e salve il pomeriggio successivo all'interno di un negozio di abbigliamento. L'obiettivo degli investigatori, che stanno vagliando attentamente le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, è chiarire se le bambine abbiano raggiunto autonomamente l'attività commerciale, gestita da una donna di nazionalità cinese e situata a poca distanza dalla loro abitazione, o se vi siano state condotte da qualcuno. Sotto la lente degli inquirenti ci sono anche i tempi della denuncia, per ricostruire con esattezza le ore trascorse tra l'effettiva scomparsa delle minori e il momento in cui il padre si è recato dai militari dell'Arma la mattina seguente.
La svolta nelle ricerche è arrivata quando gli investigatori hanno suggerito ai volontari della Protezione civile di concentrare le perlustrazioni proprio nell'area del negozio. Grazie alla segnalazione di una passante che ha notato una delle bambine all'interno del locale, i soccorritori sono entrati e hanno rintracciato entrambe le sorelle. La titolare dell'attività commerciale, che era stata già sentita in caserma poco prima del ritrovamento dichiarando ai cronisti di aver visto le bambine per l'ultima volta intorno alle 19.40 della sera precedente, è stata nuovamente convocata dalle forze dell'ordine. Al momento le autorità stanno valutando la sua posizione per capire se vi siano eventuali responsabilità a suo carico per quanto accaduto.
Nel frattempo, dopo il grande spavento, Benedetta e Domitilla sono state dimesse dall'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, dove erano state trasportate in ambulanza in via precauzionale per gli opportuni accertamenti medici. A rassicurare sulle loro condizioni subito dopo il rintraccio è stato Manuel Bonaffini, uno dei volontari della Protezione civile impegnati nelle ricerche, che le ha descritte visibilmente serene al momento dell'arrivo dei soccorritori. «Non parlavano. Abbiamo chiesto loro se stessero bene e ci hanno detto di sì, ma null'altro», ha raccontato il volontario, confermando il lieto fine di una vicenda i cui contorni attendono ora di essere del tutto chiariti.
