l'indagine
Le sorelline scomparse e ritrovate in un negozio a San Cataldo: la notte misteriosa che resta da chiarire
Le due bambine e gli altri quattro fratelli sono stati trasferiti in una comunità, versioni contrastanti tra padre e titolare dell'attività commerciale
Il ritrovamento di Benedetta e Domitilla aveva fatto tirare un sospiro di sollievo a San Cataldo. Ma a meno di 24 ore dalla scomparsa delle due sorelle, di 12 e 8 anni, la vicenda resta tutt'altro che chiarita. E per delineare al meglio il contesto in cui questa storia sia maturata c'è un primo provvedimento: le due sorelline con gli altri quattro fratelli sono stati trasferiti in una comunità di accoglienza per minori. Le bambine sono state ritrovate in buone condizioni all'interno di un'attività commerciale di corso Vittorio Emanuele, a pochi metri dalla loro abitazione, dopo aver trascorso la notte nel locale. Adesso gli accertamenti della Procura e dei carabinieri proseguono per ricostruire ogni passaggio della vicenda.
Secondo quanto riferito dalla Procura di Caltanissetta, il negozio è stato sequestrato. Il procuratore Salvatore De Luca ha spiegato che sono necessari accertamenti anche di natura tecnico-scientifica e ulteriori approfondimenti investigativi per verificare le circostanze ancora poco chiare e individuare eventuali responsabilità. Le due bambine erano state ritrovate nel pomeriggio di sabato dai volontari della Protezione civile, dopo una segnalazione. Erano state cercate per ore da carabinieri, polizia, vigili del fuoco, volontari e cittadini. Una volta individuate, sono state trasferite all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta per accertamenti sanitari. Le loro condizioni non destavano preoccupazione.
Ma il punto centrale dell'indagine resta la notte trascorsa nel negozio. Le bambine avrebbero riferito di essere state portate lì da qualcuno. Una ricostruzione che deve essere verificata e confrontata con le immagini delle telecamere e con le testimonianze raccolte dagli investigatori. Certo è che tra il padre e la proprietaria dell'attività commerciale, sentita per tutta la notte in caserma, c'è una relazione amorosa e sarebbe stata la donna a inviargli un messaggio con la foto delle bambine all'interno dell'attività commerciale. Ma il racconto dell'uomo con quello della donna non collimano.
Tra gli elementi acquisiti c'è anche la testimonianza della titolare dell'attività, ascoltata dai carabinieri. La donna avrebbe riferito di aver visto le bambine nel negozio nella serata di venerdì. Gli investigatori stanno cercando di stabilire con precisione l'orario e soprattutto cosa sia accaduto successivamente.


