Comune di Palermo
Tre poltrone per... uno: guerra tra le correnti di Forza Italia sulle società, chiesti al sindaco tre presidenti
Contrapposizione tra Edy Tamajo e Giorgio Mulè. Amg Energia, Amat e Reset obiettivi degli azzurri
Tamajo contro Mulè. E i destini legati di Fabrizio Pandolfo alla guida di Reset e di Francesco Scoma per Amg Energia. C’è chi parla di un pollice a mezz’aria, visto il rientro di Amat in orbita Tamajo, possibilmente in procinto di diventare “verso” per uno dei due. Diffusa la sensazione che la bilancia, se dovesse pendere, lo farebbe dalla parte di Scoma, ampiamente confortato al momento del ritorno dai ranghi leghisti a quelli azzurri. E impegnato nel progetto di partenariato pubblico-privato da 300 milioni di euro che a fine anno vedrà la luce dei bandi. Ma Forza Italia non vuole perdere nessuna delle due posizioni, che con Amat all’“ovile” diverrebbero tre.
Apertamente, sebbene al chiuso dei palazzi belli dell’Ars e del Comune, si consuma la guerra intestina, nell’assedio tattico alle nomine. Battaglia in settimana esplosa in due piani sequenza. Prima, in un vertice tutto forzista ma con “squalifiche”: Gianluca Inzerillo, consigliere vicino al vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, sarebbe stato lasciato fuori dalla stanza dove hanno discusso il commissario regionale Nino Minardo, l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, il deputato Marco Intravaia e i coordinatori provinciale e cittadino, Pietro Alongi e Domenico Macchiarella. Quest’ultimo, come riportato da La Sicilia, in lizza per sostituire Giuseppe Mistretta all’Amat, dopo che Tamajo ha fatto valere il patto di spartizione di inizio consiliatura. Per Mistretta, originariamente in quota Tamajo, nelle ultime settimane univoca la segnaletica che lo vorrebbe in dialogo con Fratelli d’Italia, zona Varchi. Si capisce come e quanto le tre presidenze vagheggiate aprirebbero aspri fronti non solo interni, ma pure con quell’area e con la Lega, attualmente presente con un paio di unità nei cda.
Il retroscena sarebbe crudamente questo: Minardo invita Mulè, trovando però Tamajo tiepido, se non rigido, e l’ideale biglietto passa nelle mani di Inzerillo. E lì resta, in anticamera. La carovana - a ranghi ridotti: il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo, il capogruppo Leopoldo Piampiano e lo stesso Tamajo - ha bussato venerdì pomeriggio alla porta del sindaco Roberto Lagalla. Esigeva risposte sulla questione della terza presidenza, che si aprirebbe, appunto, per il ritorno di Amat a casa Tamajo. Lagalla ha ascoltato senza apporre decisivi tratti di penna, ma è verosimile che abbia allargato la scena alla Città metropolitana, alla voce Palermo Energia ma anche commissioni. Chi ha sguardo ancora più lungo, butta lì la richiesta ulteriore di Tamajo: riprendersi l’assessorato ora in delega a Mimma Calabrò, quelle Politiche sociali che a inizio consiliatura erano guidate da Rosi Pennino. Tornando a Scoma-Pandolfo, il primo pare blindato, per il secondo la riconferma è caldeggiata da Tantillo, il quale, però, si unisce pure alla schiera degli estimatori di Scoma.
In queste ore si decide la revoca della presidenza di Amg Gas a Antonio Pizzuto, arrestato con l’accusa di corruzione. Un ulteriore tassello, stavolta sul fronte meloniano, che contribuirà al rimescolamento di carte.