il caso
Tra abbandono e privatizzazione, vendesi... Palazzo Formento
Il silenzio del Comune e l’ipotesi di possibili speculazioni: a rischio un pezzo di storia di Messina
Il cartello dell’agenzia immobiliare è comparso sul prospetto di Palazzo Formento, quasi a certificare ciò che il comitato per la sua valorizzazione ha già denunciato: lo storico edificio di viale della Libertà è sul mercato. E mentre la procedura di vendita va avanti, le richieste di intervento rivolte alle istituzioni sembrano rimanere senza risposta. La vicenda riporta al centro del dibattito il futuro di uno degli esempi più significativi di architettura settecentesca ancora presenti a Messina, un edificio sopravvissuto ai devastanti terremoti del 1783 e del 1908 e oggi alle prese con una nuova, delicata fase della propria storia. Un bene privato, certo, ma che rappresenta comunque una parte del patrimonio identitario della città. L’allarme sulla messa in vendita era stato lanciato ad agosto dall’ambientalista Raffaella Spadaro. Nei mesi precedenti, i proprietari avevano manifestato la volontà di intervenire per mettere in sicurezza lo stabile. Ora, però, la decisione di alienarlo riapre interrogativi sulla sua conservazione. A chiedere conto alle istituzioni è il consigliere comunale del Pd, Alessandro Russo, che chiama in causa Palazzo Zanca e la Regione. «È sbalorditiva la rassegnazione con cui l’Amministrazione assiste a quella che considero una sconfitta nella tutela dei pochi beni culturali superstiti della città», afferma Russo, contestando a Palazzo Zanca una comunicazione fatta di annunci e slogan. «Tutto scorre senza che il sindaco o l’assessore competente provino almeno a spiegare alla città quale sia la loro posizione rispetto a questa vicenda». Nel mirino del consigliere finisce anche l’Assessorato regionale alla Cultura, che lo scorso anno aveva prospettato l’ipotesi di una possibile acquisizione. Russo accusa la Regione di essere «troppo impegnata nelle logiche di spartizione e di occupazione degli spazi di potere e troppo poco concentrata sulla difesa del patrimonio e degli interessi dei siciliani».
Al di là dello scontro politico, resta però una domanda concreta: che cosa è stato fatto finora per impedire che Palazzo Formento perda definitivamente la possibilità di essere recuperato e valorizzato? È questo il punto sul quale il comitato insiste da oltre un anno. L’idea è quella di trasformare l’edificio in uno spazio museale, un luogo della memoria, dedicato alla storia del Ringo. Il timore più grande riguarda, invece, lo scenario opposto: che l’acquisto da parte di un privato possa tradursi, in futuro, nella demolizione per fare spazio a nuove costruzioni.