l'inchiesta
Il giallo di Riposto, perizie informatiche decisive: si estraggono chat e video nella vicenda di Noemi Impellizzeri
Perizie irripetibili sui dispositivi sequestrati per ricostruire gli istanti antecedenti prima della morte della giovane donna
Entrano nel vivo gli accertamenti tecnici non ripetibili sui reperti sottoposti a sequestro penale nell'ambito delle indagini sulla vicenda di Noemi Impellizzeri trovata cadavere il 23 agosto scorso nella sua casa di Riposto. Al centro dell'attività peritale figura il materiale informatico prelevato dagli investigatori, con un focus specifico rivolto ai filmati acquisiti nel corso delle attività d'indagine e al contenuto dei telefoni cellulari.
Stamane, negli uffici della Procura della Repubblica, si sono presentati i periti informatici nominati dalla parte offesa, affiancati dai legali, gli avvocati Angelo Patanè e Ivan Siragusa, in rappresentanza di Toni Proietto, unico indagato. La presenza delle parti garantisce il rispetto delle tutele procedurali previste per le operazioni irripetibili di analisi e repertamento forense.
Gli accertamenti si prefiggono di estrarre e cristallizzare la memoria digitale dei dispositivi sequestrati per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti. Le operazioni peritari si concentreranno in particolare su messaggistica e contenuti social: estrazione di chat, note vocali e interazioni scambiate sulle principali piattaforme; verifica del registro chiamate, dei dati di geolocalizzazione e dei timestamp associati alle attività dei dispositivi; esame dettagliato dei video agli atti per verificare la continuità temporale e l'integrità dei file.
Trattandosi di atti non ripetibili, l'esito di queste perizie informatiche costituirà un tassello probatorio centrale per il prosieguo del procedimento e per fare piena luce sugli aspetti ancora da chiarire nella vicenda.