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il caso

Inchiesta corruzione alla Motorizzazione di Palermo, la difesa dei due indagati: «Quei 5.500 euro erano solo un prestito»

Angelo Pizzuto e Ignazio Pepati rispondono al gip

21 Settembre 2026, 14:29

14:30

Inchiesta corruzione alla Motorizzazione di Palermo, la difesa dei due indagati: «Quei 5.500 euro erano solo un prestito»

Si sono difesi respingendo fermamente l'ipotesi di una tangente Angelo Pizzuto, direttore della Motorizzazione civile di Palermo, e Ignazio Pepati, dipendente di una società in house dell’Aci. Finiti agli arresti nell'ambito di un'indagine per corruzione condotta dalla Procura del capoluogo siciliano, i due indagati sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari Alessandra Marino.

Durante il confronto con il gip, sia Pizzuto che Pepati hanno risposto a tutte le domande degli inquirenti per chiarire la propria posizione in merito ai 5.500 euro in contanti trovati dagli agenti della Polizia Stradale all'interno dello zaino del direttore. Secondo quanto sostenuto dagli indagati, la somma non rappresenterebbe il prezzo di una mazzetta, bensì la tranche di restituzione di un prestito personale che Pepati doveva a Pizzuto. I due hanno spiegato di essere legati da una lunga amicizia nata negli anni in cui Pizzuto ricopriva la carica di presidente dell’Aci di Palermo, ente di cui Pepati è dipendente.

Di diverso avviso è la Procura di Palermo, che ipotizza invece uno scambio corruttivo. Gli investigatori della Polstrada da tempo stavano monitorando una serie di presunte irregolarità all'interno degli uffici della Motorizzazione civile, concentrando l'attenzione in particolare sul canale di rilascio delle patenti nautiche per la navigazione entro le 12 miglia e sulle procedure per la conversione delle patenti militari in licenze di guida civili. Nelle prossime ore il giudice sarà chiamato a sciogliere la riserva e decidere se convalidare l'arresto e applicare nei confronti dei due indagati una misura cautelare.