Penitenziaria
Teme ritorsioni da mafiosi: ex collaboratore di giustizia catanese chiede il trasferimento dal Pagliarelli
L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame. M5S e il garante De Lisi interrogano il ministero su tutela e assistenza sanitaria
«Un ex collaboratore di giustizia originario di Catania e detenuto nell’istituto penitenziario Pagliarelli di Palermo nei primi giorni di agosto ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere e soprattutto ottenere di essere trasferito in un’altra struttura penitenziaria. Teme per la sua incolumità dal momento che insieme a lui sarebbero detenuti proprio alcuni mafiosi catanesi che lui aveva accusato nelle dichiarazioni rese alla magistratura. L’ex collaboratore di giustizia era detenuto a Catania ma a maggio è stato trasferito a Palermo. Ho depositato un’interrogazione rivolta al ministro Nordio per sapere se, prima di disporre il trasferimento, siano state adeguatamente valutate le specifiche esigenze di tutela dell’incolumità dell’interessato» Lo afferma in una nota la deputata del M5S Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia a Montecitorio. La deputata chiede «quali iniziative urgenti il ministero intenda adottare a seguito dello sciopero della fame intrapreso dal detenuto e della sua richiesta di essere trasferito presso un’altra struttura; se siano garantiti all’interessato un adeguato monitoraggio delle condizioni di salute e un tempestivo accesso all’assistenza sanitaria». "Bisogna sottolineare anche il fatto che il difensore del detenuto ha segnalato preoccupazioni relative alle condizioni di salute del proprio assistito e serie criticità concernenti l'assistenza sanitaria assicurata ai detenuti. Le stesse preoccupazioni sono state segnalate anche da Anthony De Lisi, Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale per la Regione Siciliana" aggiunge D’Orso.