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21 settembre 2026 - Aggiornato alle 19:32
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Tribunale

Ingiusta detenzione per ex sindaco di San Cipirello, la corte d'appello condanna ministero

Il ministero delle finanze dovrà risarcire l'ex sindaco di San Cipirello: assolto dopo oltre tre anni, 15 giorni di arresti domiciliari per accuse su un bando per il recupero di beni confiscati

21 Settembre 2026, 18:32

18:40

Il tribunale di Palermo

Il tribunale di Palermo

La terza sezione penale della corte di appello di Palermo ha condannato il ministero delle finanze a risarcire per l’ingiusta detenzione l’ex sindaco di San Cipirello Vincenzo Geluso per il periodo trascorso agli arresti domiciliari. L'ex amministratore, difeso dall’avvocato Giada Caputo, ha chiesto e ottenuto il riconoscimento contestato dall’avvocatura dello Stato che riteneva il ricorso inammissibile.

Nel marzo del 2020 su richiesta della procura, il gip aveva ordinato l’arresto di Vincenzo Geluso accusato di falsità in atti pubblici e di truffa aggravata. All’amministratore veniva contestato di avere alterato la documentazione presentata dal Comune alla Regione per partecipare ad un bando per il finanziamento di progetti finalizzati al recupero di beni confiscati alla mafia. Le indagini condotte della guardia di Finanza, anche con l’utilizzo di microspie e telecamere posizionare in alcuni uffici dell’assessorato alla agricoltura, avrebbero accertato la alterazione di alcuni documenti mediante apposizione di firme e date dopo la scadenza. Come accertato dalle indagini difensive l’invio telematico del progetto, con data cert'a, rendeva inutile ogni ulteriore modifica. Dopo oltre tre anni di dibattimento il tribunale ha assolto con formula piena l’ex sindaco. Da qui la richiesta di risarcimento per i 15 giorni di arresti domiciliari. «L'aspetto più importante della vicenda processuale - dice l’avvocato Caputo - è il riconoscimento da parte dello Stato della ingiusta detenzione patita che ha stravolto l’equilibrio familiare ed occupazionale di Vincenzo Geluso».