il focus
Patrimonio Messina Spa: «Beni sottratti alla mafia siano risorse per la città»
Il direttore generale della società partecipata Pietro Picciolo e il nuovo Cda fissano la road map e l'obiettivo: la valorizzazione degli immobili comunali
Riassegnazione dei terreni confiscati alla mafia, aggiornamento dell’inventario, valorizzazione del patrimonio immobiliare e accelerazione delle dismissioni dei beni non strategici. Sono queste le principali priorità sulle quali la Patrimonio Messina Spa è chiamata a lavorare nei prossimi mesi, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio comunale da voce da gestire a risorsa economica e sociale per la città. Un’agenda fitta di impegni per la nuova governance della società partecipata del Comune che raccoglie il testimone dalla precedente amministrazione, forte di una conoscenza più approfondita dei beni comunali acquisita attraverso le attività di inventariazione e mappatura.
«Ci confronteremo da subito con l’Amministrazione sul cronoprogramma - spiega il presidente Francesco Romano - e sulle attività in essere, fissando come primissima scadenza la riassegnazione dei terreni sottratti alla mafia: un segnale chiaro di legalità, restituzione e valorizzazione del territorio». Romano, architetto di professione, annuncia una visione orientata soprattutto al recupero, al risanamento e al riuso del patrimonio esistente. Una visione sposata e pienamente condivisa dai componenti del Cda, Claudia Lo Cascio e Vincenzo Calabrò.
A delineare nel dettaglio le prossime tappe del percorso della partecipata il direttore generale Pietro Picciolo. «L’agenda della società è molto chiara: completare e aggiornare l’inventario dei beni comunali, rafforzare la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, accelerare i processi di dismissione dei beni non strategici e portare avanti gli ultimi interventi del programma Pinqua che complessivamente hanno coinvolto risorse per oltre 26 milioni di euro - spiega Picciolo - un altro asse fondamentale riguarda la conoscenza puntuale del patrimonio comunale. Stiamo lavorando affinché ogni immobile abbia una posizione amministrativa, tecnica e contabile chiara, così da consentire al Comune di sapere esattamente quali beni possiede, in che condizioni si trovano, come vengono utilizzati e quale destinazione possa produrre il maggiore beneficio per la collettività. La sfida dei prossimi mesi - conclude il direttore generale - sarà quella di passare sempre più dalla semplice gestione alla valorizzazione. La Patrimonio Messina deve diventare lo strumento operativo attraverso il quale il patrimonio immobiliare comunale viene conosciuto, riordinato e utilizzato in maniera più efficiente, trasformandolo da costo o bene improduttivo in una vera risorsa economica e sociale per la città».