Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
21 settembre 2026 - Aggiornato alle 19:49
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

Etna, l'intossicazione da monossido di carbonio al Rifugio Sapienza: così è stata attivata la maxi emergenza

La macchina dei soccorsi sanitari ha funzionato. In totale sono stati assistiti 32 ospiti e sei addetti della struttura ricettiva. Per tre è stato necessario il trattamento in camera iperbarica

21 Settembre 2026, 18:59

19:46

Etna, l'intossicazione da monossido di carbonio al Rifugio Sapienza: fondamentale l'attivazione della maxi emergenza

La macchina dei soccorsi sanitari ha funzionato e anche bene nella gestione dell'emergenza legata alle esalazioni da monossido di carbonio che hanno intossicato gli ospiti del Rifugio Sapienza a Nicolosi

La maxi emergenza è stata, infatti, fatta scattare dal personale della centrale operativa del 118 quando dopo la richiesta fatta dal Policlinico di Catania di una camera iperbarica per i pazienti provenienti appunto dal Rifugio Sapienza è stato attivato il protocollo di maxi emergenza. 

In totale sono stati assistiti 32 ospiti e sei addetti della struttura ricettiva. Nove inospedalizzati, mentre per tre è stato necessario il trattamento in camera iperbarica. 

Le operazioni sono state coordinate da Isabella Bartoli, direttore dell'Unità Operativa Complessa Centrale Operativa 118 Catania-Ragusa-Siracusa.

«Per tre pazienti - ha spiegato il primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale Cannizzaro di Catania, il dottore Savino Borraccino - si è reso necessario il trattamento nella camera iperbarica perché avevano il dato della carbossiemoglobina (il composto che si forma quando il monossido di carbonio si lega all'emoglobina presente nei globuli rossi del sangue, ndr) superiore al 40 per cento. Dopo il trattamento sono stati condotti al pronto soccorso per tenerli in osservazione. Gli altri sei pazienti avevano un tasso di carbossiemoglobina superiore al cinque per cento, e non hanno avuto problemi, né si è reso necessario il ricorso alla camera iperbarica». 

L'intossicazione da monossido di carbonio è un'emergenza medica potenzialmente letale causata dall'inalazione di un gas inodore, incolore e insapore, prodotto dalla combustione incompleta di materiali organici (come gas metano, legna, carbone o benzina). Una volta inalato, il monossido di carbonio si lega all'emoglobina presente nel sangue con un'affinità circa 200 volte superiore rispetto all'ossigeno, formando la carbossiemoglobina. Questo processo impedisce al sangue di trasportare l'ossigeno ai tessuti e agli organi vitali, provocando un'asfissia a livello cellulare.

Poiché il gas non viene percepito dalla vittima, i primi sintomi vengono spesso scambiati per un'influenza o un malessere passeggero. Sintomi lievi o moderati: mal di testa pulsante, vertigini, nausea, vomito, confusione e debolezza generale. Sintomi Gravi: difficoltà respiratorie, dolore al petto, perdita di coscienza, convulsioni e, nei casi più gravi, arresto cardiaco e morte.

Le fonti più frequenti di intossicazione sono il malfunzionamento o la cattiva manutenzione di caldaie, stufe, scaldabagni a gas, camini o l'uso improprio di bracieri e generatori di corrente in ambienti chiusi e poco ventilati. La prevenzione si basa sulla regolare manutenzione degli impianti di riscaldamento, sulla corretta ventilazione dei locali e sull'installazione di appositi rilevatori domestici di monossido di carbonio