ERUZIONE E CIELI
Il vulcano parla, gli aerei ascoltano: Ingv ed Enac fanno squadra sulla cenere dell'Etna
Al vertice di Roma la volontà di definire l'accordo tecnico sulle sabbie vulcaniche. Nel mirino i disagi a Fontanarossa. Si parla anche di meteorologia spaziale e droni
Rafforzare il dialogo tra chi osserva il vulcano e chi governa i cieli. È l'obiettivo dell'incontro che si è svolto a Roma, nella sede centrale dell'Ingv, tra i vertici dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dell'Ente nazionale per l'aviazione civile. Al centro del confronto, nel quadro dell'Accordo di collaborazione Enac-Ingv e dei lavori del Comitato congiunto per la cooperazione, la gestione delle ceneri vulcaniche e le loro conseguenze sulla sicurezza e sull'operatività del trasporto aereo.
I due enti vogliono ora procedere alla definizione dell'accordo tecnico attuativo dedicato proprio alle ceneri, già previsto dall'intesa di base, per rendere più efficace e tempestivo il raccordo tra il monitoraggio scientifico e le esigenze dell'aviazione civile. Un'urgenza che in Sicilia è sotto gli occhi di tutti. Le eruzioni dell'Etna e la dispersione di cenere, anche nel corso dell'ultima estate, hanno avuto ripercussioni sull'attività dell'aeroporto di Catania, più volte costretto a sospendere le operazioni, con voli cancellati e dirottati su Palermo e Trapani e passeggeri in attesa.
Il tema è entrato con forza anche nel dibattito istituzionale. Il commissario straordinario di Enac, Carlo Mearelli, ha spiegato nei giorni scorsi che la questione «va gestita, non sofferta» e che a Catania serve un «backup strutturato»: un piano di emergenza che indichi in modo chiaro alternative e responsabilità, da attivare non appena lo scalo chiude. Mearelli ha anche annunciato che Napoli ospiterà dal 12 al 15 ottobre una sperimentazione internazionale sul rischio vulcanico per l'aviazione civile, con una cinquantina di esperti di sicurezza e coordinamento delle emergenze. Sul fronte operativo, i tecnici della Sac hanno sviluppato una piattaforma informatica per coordinare la risposta alle emergenze da cenere, presentata a Enac nei giorni scorsi.
Sul tavolo romano c'erano anche altri capitoli: la meteorologia spaziale, con i possibili effetti dello space weather sui sistemi tecnologici e sulla navigazione, e l'impiego dei droni nella ricerca, nell'osservazione e nel monitoraggio dei fenomeni naturali.
«La collaborazione con Enac rappresenta un esempio molto concreto di come la ricerca scientifica possa tradursi in un servizio diretto al Paese», ha dichiarato il presidente dell'Ingv, Fabio Florindo. «Nel caso delle ceneri vulcaniche questo passaggio è particolarmente evidente: la capacità dell'Ingv di osservare e interpretare l'attività dei nostri vulcani deve poter dialogare in modo sempre più rapido ed efficace con chi è chiamato a garantire la sicurezza della navigazione aerea. Gli eventi che hanno interessato l'Etna e l'aeroporto di Catania ci ricordano quanto questo raccordo sia importante. L'obiettivo comune è trasformare dati scientifici sempre più avanzati in informazioni operative, tempestive e affidabili a supporto delle decisioni».
