Il report
Palermo e provincia, due scuole su tre “scoperte” nella prevenzione sismica
Alla maggior parte degli edifici non hanno il collaudo statico, solo il 13,7 per cento ha un progetto antisismico
Due scuole su tre non hanno il collaudo statico, solo il 13,7 per cento ha un progetto antisismico. La provincia di Palermo fra le ultime per quanto riguarda il rispetto delle normative antisismiche. Il dato emerge dal report del Portale unico del ministero dell’istruzione e del merito e rielaborato dal portale Tuttoscuola. Lo studio, che si riferisce all’anno scolastico 2023-2024, è stato presentato ieri in occasione della cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e del ministro Giuseppe Valditara. Nel report si fa riferimento ai principali documenti previsti in materia. Innanzitutto il certificato di idoneità statica, che attesta le condizioni di sicurezza delle strutture portanti di un fabbricato, non obbligatorio per gli immobili costruiti prima del 1967, a meno che, successivamente, siano stati apportate modifiche all’edificio. C’è poi il progetto antisismico, una sorta di “carta d’identità strutturale” che serve a dimostrare che la scuola sarà in grado di resistere a un terremoto. Infine i piani di evacuazione.
Le scuole di città e provincia si collocano tutte in fascia 2, per grado di rischio dell’area su cui sorgono. Su 730 edifici sparsi fra il capoluogo e i comuni, solo 242 hanno i documenti di collaudo a posto e il progetto antisismico è stato redatto solo per 100 plessi, in entrambi i casi sono la media nazionale. Alta invece la percentuale, 84,7 per cento, delle scuole in cui è presente un piano di evacuazione.
La situazione è nota sia alla Città metropolitana, da cui dipendono le scuole superiori, che al Comune, che si occupa del primo ciclo. Da Palazzo delle Aquile, cui fanno capo quasi 200 scuole, spiegano che si tratta fondamentalmente di un gap nella documentazione, che non si traduce automaticamente in un allarme sicurezza. In parole povere mancano i documenti ma perché spesso, in passato, non sono mai stati predisposti. La soluzione passa attraverso i numerosi lavori programmati, e in alcuni casi già in corso, sia da Comune che da Città metropolitana. In particolare Palazzo Comitini, che copre circa 140 edifici, sta utilizzando la maggior parte dei fondi Pnrr per la manutenzione delle scuole mentre Palazzo delle Aquile ha un piano più articolato che porterà all’adeguamento degli edifici scolastici alle ultime normative antisismiche. Buona parte dei 45 milioni dei fondi ex Gescal e dei 50 delle risorse del decreto Caivano finiscono sulle scuole, Sperone e Zen nel primo caso, a Borgo Nuovo nel secondo. In fase di aggiudicazione anche un accordo quadro che vale 7,2 milioni di euro per l’adeguamento di altre scuole della città.