Detenuto al Pagliarelli
L'ex pentito condannato per tentato omicidio da agosto in sciopero della fame
Il catanese teme per la sua incolumità. Il legale preoccupato per le sue condizioni di salute. Il caso è finito sul tavolo di Nordio
È stato collaboratore di giustizia dal 2020 al 2023. Poi ha rinunciato al programma. Qualche mese fa è arrivata la condanna definitiva per tentato omicidio. Ma nel frattempo è stata anche emessa un'ordinanza nei suoi confronti per un furto con spaccata. Prima era finito al carcere di Bicocca a Catania, ma considerando la sua posizione da ex pentito, dopo le istanze del suo legale - l'avvocato Antonino Salvo - è stato trasferito al Pagliarelli di Palermo. Ma anche qui c'è una forte presenza di catanesi e il detenuto ha paura per la sua incolumità. Così dai primi di agosto ha deciso di praticare lo sciopero della fame. Il caso è stato sollevato nei giorni scorsi da La Repubblica, ma oggi sulla vicenda sono tornati i riflettori per l'interrogazione presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Valentina D'Orso. Il difensore del detenuto catanese ha già presentato richiesta di sospensione della pena e la revoca della misura cautelare per motivi di salute. Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha già fissato l'udienza per trattare la posizione del catanese, ma nel frattempo il detenuto continua a non mangiare. Il recluso catanese teme anche per la sua incolumità considerando che con le sue dichiarazioni ha incastrato diversi boss di rilievo della mafia catanese, che hanno subito pesanti condanne. L'avvocato Salvo evidenzia che è fondamentale intanto il trasferimento in altre strutture penitenziari che accolgono ex collaboratori di giustizia anche perché «lo sciopero della fame acuisce le già cagionevoli condizioni di salute del mio assistito».
«Ho depositato un’interrogazione rivolta al ministro Nordio per sapere se, prima di disporre il trasferimento, siano state adeguatamente valutate le specifiche esigenze di tutela dell’incolumità dell’interessato», afferma la deputata M5S D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia a Montecitorio. La deputata chiede «quali iniziative urgenti il ministero intenda adottare a seguito dello sciopero della fame intrapreso dal detenuto e della sua richiesta di essere trasferito presso un’altra struttura; se siano garantiti all’interessato un adeguato monitoraggio delle condizioni di salute e un tempestivo accesso all’assistenza sanitaria. Bisogna sottolineare anche il fatto che il difensore del detenuto ha segnalato preoccupazioni relative alle condizioni di salute del proprio assistito e serie criticità concernenti l'assistenza sanitaria assicurata ai detenuti. Le stesse preoccupazioni sono state segnalate anche da Anthony De Lisi, Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale per la Regione Siciliana», aggiunge la deputata pentastellata.
