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L'analisi

Corso Martiri, parla "Volerelaluna": «Verde e parcheggi a rischio, il Comune faccia rispettare la convenzione»

L'associazione civica per il progetto per San Berillo a Catania parla esplicitamente del rischio di favorire solo il progetto privata

22 Settembre 2026, 16:01

16:10

Corso dei Martiri, la nuova proprietà annuncia modifiche al masterplan e Cucinella non ci sta: «Temo una speculazione»

A due settimane dalla presentazione in Consiglio comunale del nuovo masterplan per il Corso Martiri della Libertà da parte dell'architetto Marco Casamonti, non si spegne in città l'attenzione delle associazioni civiche. Dopo una lettere sottoscritta da varie realtà, tra cui Cittàinsieme, nella quale si chiedeva al Comune un esproprio per farne un parco, oggi è Volerelaluna a fare una estesa valutazione del progetto edilizio nell'area "sventrata" ormai 70 anni fa in pieno centro a Catania. E sottolineano l'esigenza del verde (in spazi pubblici) e che il parcheggio pubblico da realizzare rischia di essere cancellato dal progetto. Nonostante il Comune abbia già dato rassicurazioni in merito.

«Nei giorni scorsi - scrivono i referenti Franco Russo, Mario Spampinato e Francesco Coniglione - abbiamo assistito alla presentazione pubblica della nuova idea progettuale. Al contrario che in passato, nel comunicato stampa del Comune il sindaco non usa toni trionfalistici e ammette cautamente che "ci sono ancora numerosi passaggi da compiere". Forse, viste le pretese dei privati, vede la strada irta di difficoltà. Il passaggio più delicato è la modifica della convenzione firmata da proprietari dei suoli e Comune nel 2012 e rinnovata per dieci anni nel 2022».

Una convenzione che, sottolineano, andrà certamente modificata a vantaggio dei proprietari (con la società Istica che ha la quota maggiore). «Dalle immagini si capisce che scompariranno i vantaggi per la città, in termini di spazi pubblici, a vantaggio della redditività privata dell’intervento. Il progettista spiega che non è importante che gli spazi pubblici siano proprio pubblici: basta che siano pubblicamente fruibili. Ecco che gli spazi verdi, che nella convenzione si prevede debbano essere realizzati a spese dei privati e ceduti gratuitamente al Comune, potranno essere sostituiti dalle corti interne degli isolati, che rimarranno private ma liberamente attraversabili e saranno zone d’ombra che, ci dicono, sostituiranno il verde. Anche i parcheggi, come per il verde, potranno essere privati purché quelli interrati sotto gli edifici siano in parte fruibili pubblicamente. E quindi nella nuova idea progettuale l’area che si trova fra piazza della Repubblica e via Sturzo, dove secondo la convenzione la proprietà dovrebbe realizzare un parcheggio multipiano con una sistemazione a verde in copertura da cedere al Comune gratuitamente, esce dal perimetro della zona di intervento. Non essendoci parcheggi e spazi verdi da realizzare e cedere, scomparirà l’obbligo della realizzazione del parcheggio multipiano, come pure la garanzia fideiussoria che la convenzione prevede affinché il Comune possa realizzare le urbanizzazioni previste addossando le spese ai privati in caso di inadempienza. Proprio la fideiussione - sottolinea Volerelaluna - che Istica già da anni non vuole prestare per non assoggettarsi a possibili esborsi di denaro in una situazione in cui le incertezze del mercato immobiliare rendono incerta la possibilità di realizzare il progetto complessivo e quindi la sua redditività».

L'associazione sul parcheggio sottolinea quanto già detto proprio in quella riunione in Comune dal rappresentante dei soci privati proprietari dei terreni, l'avvocato Andrea Scuderi: «Adesso ci dicono esplicitamente che il parcheggio non sarà realizzato e che quell'area potrà essere utilizzata dal Comune come preferisce, "anche per un parcheggio". Però il costo, intorno ai venti milioni di euro, non sarebbe sostenuto dalla proprietà ma dal Comune, a spese dei contribuenti. Scompare dalla zona di intervento proprio l’area su cui si concentrano gli obblighi che comportano un onere economico per i privati. E, come succede da settant’anni a questa parte, il Comune preferisce assecondare. Sarebbe proprio il caso, finalmente, che il Comune si decida a mettere in mora la proprietà rispetto agli obblighi che ha assunto con la firma della convenzione. La convenzione si può certo modificare, ma soltanto con accordo fra le parti, e una delle parti è il Comune che quindi può dire la sua. Perciò, se si ritiene che quel parcheggio non serva più il sindaco può certamente, nell’interesse della città, pretendere che nella nuova convenzione siano previsti, a carico della proprietà e con garanzia fideiussoria, spazi pubblici di costo equivalente al parcheggio multipiano, da realizzare in tempi certi e da cedere al Comune. Altrimenti si tratta di un regalo ingiustificato e ingiustificabile, con grave danno per l’erario comunale, oltre che una palese illegittimità».

Poi si passa alla volumetria complessiva, «circa uguale a quella del precedente progetto Cucinella, sarà distribuita in modo da saturare tutti gli isolati con una enorme cementificazione in cui le poche alberature previste saranno quelle della “rambla” in corso dei Martiri. Non ci saranno aree permeabili che consentano l’infiltrazione delle acque piovane nel sottosuolo». Il risultato quindi per Volerelaluna sarà «più cemento, meno spazi pubblici, niente verde. Privati e Amministrazione sono concordi nell’inseguire un modello di sviluppo ormai anacronistico: quello del cemento che dovrebbe generare “sviluppo e occupazione” ma genera consumo e impermeabilizzazione dei suoli, alterazione del clima, e spesso anche sovrapproduzione e invenduto. La rendita fondiaria continua a decidere le trasformazioni urbane illudendosi che il massimo profitto coincida con il massimo di edificazione, anche quando il mercato fa capire che il progetto non è economicamente sostenibile. Proprio come succede qui fin dal 2012, quando Istica cominciò a cercare senza riuscirci investitori disponibili a realizzare i suoi progetti inutilmente megalomani. Riusciremo, prima o poi, a vedere sparire le fosse del corso dei Martiri salvaguardando gli interessi della città o cureremo solo quelli della rendita?».