IL GIALLO
Le bambine scomparse a San Cataldo e la misteriosa notte in negozio, il padre: «Forse hanno imitato una challenge vista online»
L'uomo ricostruisce le ore della scomparsa e spiega perché ha presentato denuncia solo il giorno successivo
«Li ho sempre amati e coccolati». Alessandro, padre di Benedetta e Domitilla, le due sorelle di 12 e 8 anni scomparse venerdì sera a San Cataldo e ritrovate il pomeriggio successivo all’interno di un negozio di abbigliamento, interviene sulla vicenda mentre proseguono gli accertamenti degli inquirenti.
«Di recente ho ottenuto l’affidamento esclusivo dei miei figli e sicuramente non l’ho ottenuto comportandomi male», dice l’uomo, che sottolinea la propria disponibilità a collaborare con chi indaga: «Io non ho nulla da nascondere. Lasciamo lavorare gli inquirenti. La coscienza è a posto. Diamo la massima collaborazione».
Secondo il racconto del padre, le bambine sarebbero rimaste per tutta la notte all’interno del negozio, gestito da una donna di nazionalità cinese che avrebbe un rapporto con l’uomo. «Si sono chiuse nel bagno e non avrei mai potuto immaginare che potessero trovarsi ancora all’interno del negozio», racconta Alessandro.
L’uomo ricostruisce anche le ore della scomparsa e spiega di avere presentato la denuncia soltanto il giorno successivo: «Quella notte ho vissuto un incubo. Ho presentato la denuncia di scomparsa soltanto il giorno successivo perché inizialmente speravo di riuscire a rintracciare le bambine da solo».
L’ipotesi della challenge
Tra gli elementi emersi c’è anche l’ipotesi che le due sorelle possano avere cercato di riprodurre una challenge vista online. A riferirlo è ancora il padre, secondo cui le bambine, una volta portate in comunità, avrebbero parlato della volontà di emulare una sfida dal titolo «24 ore in un negozio», diffusa attraverso video pubblicati sul web, anche su YouTube.
«Le bambine potrebbero avere cercato di riprodurre quanto visto sul web, nascondendosi per trascorrere diverse ore all’interno dell’esercizio commerciale», afferma Alessandro.
Su YouTube, osserva il padre, sono presenti diversi video realizzati da ragazzi con titoli riconducibili proprio alla formula «Ci siamo nascosti 24 ore in un negozio». Saranno gli accertamenti a chiarire se e in che modo eventuali contenuti online possano avere avuto un ruolo nella vicenda.
Intanto, tutti e sei i figli di Alessandro, comprese Benedetta e Domitilla, sono stati portati in comunità. La vicenda resta al centro delle verifiche degli inquirenti, chiamati a ricostruire con precisione cosa sia accaduto nelle ore comprese tra la scomparsa delle due bambine e il loro ritrovamento.