Caltagirone
Alleanza tra Procura e Terzo settore contro il caporalato
Rete tra istituzioni e terzo settore per contrastare il caporalato: protocollo a Caltagirone per collegare indagini, tutela legale e inclusione sociale delle vittime, con priorità ai migranti irregolari e nulla osta entro 30 giorni per i permessi ex art. 18-ter
Una rete tra istituzioni e Terzo settore per contrastare il caporalato e il grave sfruttamento lavorativo e rafforzare la protezione e l’inclusione sociale delle vittime. È questo l’obiettivo del protocollo operativo per l’emersione e il contrasto del grave sfruttamento lavorativo e del caporalato nel comprensorio calatino, sottoscritto al Tribunale di Caltagirone. A firmare l’intesa sono stati il procuratore della Repubblica di Caltagirone, Rosanna Casabona, e Giuseppe Bucalo, per l’associazione Penelope-Coordinamento Solidarietà Sociale Ets.
L’accordo punta a collegare l’attività investigativa con gli interventi di tutela, assistenza e inclusione destinati alle vittime. Le azioni di protezione saranno assicurate dal team antitratta di Penelope, nell’ambito del progetto “Nuvole”, finanziato dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il protocollo prevede la condivisione di informazioni e segnalazioni sulle situazioni di riduzione in schiavitù e sfruttamento lavorativo emerse dalle indagini e dall’attività di emersione condotta dall’associazione sul territorio, anche attraverso il contatto con le persone che vivono negli insediamenti informali. L’obiettivo è intervenire tempestivamente nelle situazioni di maggiore vulnerabilità, garantendo alle vittime messa in sicurezza, tutela legale e percorsi di inclusione sociale.
Particolare attenzione è rivolta ai cittadini stranieri in condizioni di irregolarità, più esposti al rischio di caporalato e sfruttamento. Tra gli aspetti qualificanti dell’intesa vi è anche l’impegno della Procura, fatte salve eventuali esigenze istruttorie, a concedere, di norma entro 30 giorni dalla richiesta dell’associazione, il nulla osta necessario al rilascio del permesso di soggiorno previsto dall’articolo 18-ter, consentendo alle persone riconosciute come vittime di accedere più rapidamente agli strumenti di tutela previsti dalla legge.