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sicurezza

«Protetti, garantiti e liberi»: così devono sentirsi i catanesi guardando ai carabinieri

La visione del nuovo comandante provinciale Nicola Ferrucci: la lotta al crimine, ai reati di genere, al racket, alla devianza minorile

23 Settembre 2026, 06:00

«Protetti, garantiti e liberi»: così devono sentirsi i catanesi guardando ai carabinieri

«Protetti, garantiti e liberi». Così devono sentirsi i cittadini guardando ai carabinieri come persone «affidabili». Poche parole, tante e emozioni e un ritorno “a casa” per il colonnello Nicola Pio Michele Ferrucci, nuovo comandante provinciale dei carabinieri che si è presentato così alla stampa e alla città.

Nato a Catania, «all’ospedale Santo Bambino che non c’è più» (ci tiene a precisare) 53 anni, vanta una lunga esperienza tra comandi operativi e missioni internazionali e di scorta in Kosovo, a Sarajevo e in Iraq. Laureato in Giurisprudenza, in Scienze della Sicurezza Interna ed esterna, è specializzato in strategie militari e conosce la lingua inglese e il turco.

Nella sua visione - con una propensione al lavoro interforze - da un lato c’è la lotta al crimine, ai reati di genere, alla devianza minorile e al racket, dall’altro l’ascolto dei cittadini per conquistare la loro fiducia.

«La criminalità organizzata - spiega Ferrucci - non solo a Catania, ma a tutte le latitudini cerca di impadronirsi di zone del territorio per allargare la propria base di profitto. Il compito delle forze dell’ordine, non solo dell’Arma dei carabinieri è limitare, arginare, contrastare e riappropriarsi del territorio affinché lo Stato e le istituzioni in tutte le loro declinazioni diventino nuovamente o affermino la supremazia della legge. È questo l’obiettivo di chi indossa l’uniforme, di chi serve lo Stato».

«La collaborazione dei cittadini - sottolinea il comandante provinciale - è fondamentale perché sono loro i primi percettori delle dinamiche criminali, del malaffare e di quelle situazioni che possono sfociare nel crimine. Noi dobbiamo affrontare il disagio che vivono i cittadini il prima possibile per evitare conseguenze nefaste nei loro confronti. L’Arma dei carabinieri vive tra i cittadini da sempre, le nostre stazioni ne sono l’espressione plastica, la nostra presenza capillare sul territorio, anche nelle comunità minori, rappresenta proprio l’esserci dove gli altri non ci sono».

«Anche per quanto riguarda il fenomeno del racket delle estorsioni - continua Ferrucci - è importante il contatto con il cittadino e con l’esercente che devono sentire i carabinieri e le forze dell’ordine vicine».

Infine, un’analisi del luogo che gli ha dato i natali. «Sono particolarmente legato a questa città, così come alla mia terra e per me è un onore e un piacere avere avuto la possibilità di tornare nella città in cui sono nato e in cui raccolgo sicuramente un’eredità importante, quella del mio predecessore (il generale Salvatore Altavilla, ndr) di grandissimo spessore umano e professionale. Non sarà semplice eguagliare i suoi risultati. Spero - e di questo ne sono certo -eguaglierò l’impegno nel raggiungere questi risultati».

«Catania - conclude il colonnello - è una città particolarmente effervescente e frizzante che offre ai propri cittadini una grande qualità della vita. I catanesi vogliono vivere la città, così come gli abitanti della provincia. L’impegno è quello di fornire a tutte queste realtà la presenza dello Stato. La cittadinanza deve vederci come persone affidabili, parola che mi sentirete ripetere spesso. Persone affidabili a cui rivolgersi in caso di bisogno. Dobbiamo essere credibili con il sostegno dei cittadini e anche della stampa».