palermo
Rap, stop alla consulenza esterna sul piano industriale: «Conflitto di ruoli, usare risorse interne all'azienda»
Contestata la doppia veste revisore‑consulente per Kpmg
Fine dei due incarichi affidati alla stessa azienda. La Rap, società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti in città, ha revocato la consulenza affidata all'azienda Kpmg per la scrittura del proprio piano industriale. Kpmg infatti ha già l'incarico di revisione dei conti della partecipata, una doppia identità in cui avrebbe prima fatto da consulente per il piano industriale e poi ne avrebbe certificato la bontà davanti all'amministrazione, e che ha fatto storcere il naso alla Ragioneria generale del Comune, che ha chiesto a chiare lettere la revoca dell'incarico di consulenza.
La revoca è descritta, nella delibera Rap, come la conseguenza di una valutazione delle procedure interne. Ma tolto il linguaggio burocratico emerge uno dei malumori che aveva circondato la partecipata nella redazione del piano industriale, ossia il fatto che la realizzazione del documento fosse stata affidata a una ditta esterna e non agli uffici della partecipata. Aspetto su cui si sofferma la consigliera comunale Sabrina Figuccia, presidente della terza commissione: «Fin dall’inizio - dice - avevo manifestato perplessità rispetto a una scelta che appariva anomala e non rispettosa delle competenze, e delle professionalità presenti in azienda». Proprio per questo Figuccia aveva interpellato l'azienda e il Controllo Analogo, l'ufficio comunale che controlla il lavoro delle partecipate.
Un affidamento esterno che avrebbe avuto anche delle conseguenze economiche. Su questo si è concentrato il Ragioniere generale del Comune Bohuslav Basile, che ha chiesto esplicitamente di revocare l'incarico di consulenza per il piano industriale non solo perché la doppia veste di redattore e controllore del piano avrebbe determinato una «evidente non consentita commistione di ruoli», ma anche perché il Piano di riequilibrio del Comune impone una riduzione degli incarichi esterni, per non appesantire i bilanci di spese.