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La ricostruzione

Porta il coltello da casa e poi lo punta contro la compagna durante la ricreazione: ecco cosa è successo a Marsala

La dirigente della scuola media Pipitone: «Ci saranno provvedimenti, ma queste ragazze vanno aiutate»

22 Settembre 2026, 20:52

21:00

Coltelli tra i banchi: il nuovo volto del bullismo nelle scuole siracusane

Il rischio emulazione con gli adolescenti è sempre dietro l'angolo. Gli ultimi casi di Centocelle a Roma e quello di diversi mesi fa a San Vito Lo Capo sollevano diversi interrogativi. Ma nel caso di Marsala, dove una tredicenne ha puntato un coltello a una compagna, la componente social non c'è. Assolutamente no. La studentessa della terza media dell'istituto Pipitone è stata  bloccata e disarmata da un collaboratore scolastico. Le minacce sono saltate fuori nel momento della ricreazione. Forse una banale lite fra ragazzine alla base del gesto inspiegabile dalla stessa protagonista. Questa mattina ha preso il coltello dal cassetto della cucina e l'ha portato a scuola. Quasi sicuramente non voleva nemmeno usarlo. Voleva dare un avvertimento. Pare che si sia pentita subito dopo di quello che è successo. 

La dirigente stessa ha chiamato i carabinieri, la procura minorile e ha contattato le famiglie delle due ragazzine, vittima e carnefice. La dirigente scolastica, Mariella Parrinello, ha sottolineato come questi problemi «non si risolvono con la sospensione dalle lezioni», anche se un provvedimento disciplinare sarà adottato. «Questi ragazzi vanno aiutati», dice la dirigente, mentre alcuni docenti evidenziano che la ragazza che ha puntato il coltello contro l’altra alunna «mai aveva dato segnali di questo genere». 

«Esprimo vicinanza alla studentessa di Marsala per la tentata aggressione subita questa mattina e solidarietà alla preside e ai docenti dell’istituto prontamente intervenuti evitando conseguenze più gravi», ha affermato l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano. «Oggi a Trapani, ma anche la scorsa settimana a Caltanissetta ed Enna, tra le questioni affrontate con i presidi - prosegue Turano - è emersa la necessità di attivare sportelli di ascolto per gli studenti, con il supporto di psicologi e personale specializzato nelle scuole. Ho ribadito il mio personale impegno e quello dell’assessorato a intervenire con percorsi mirati. Il comportamento di alcuni giovani non solo desta preoccupazione, ma rappresenta un campanello d’allarme e induce a riflettere sul ruolo esercitato anche dalle famiglie. Sembra paradossale, ma i fatti di Marsala, portano alla memoria un’altra aggressione, quella avvenuta, qualche mese fa, in una scuola di San Vito Lo Capo».
«È evidente - conclude l’assessore - che c'è un problema, ma dobbiamo affrontarlo partendo da quei bambini e adolescenti che si rendono autori di condotte gravi, senza avere una maturità tale da comprendere pienamente la portata delle proprie azioni. Bisogna aiutare, quindi, non solo chi viene aggredito, ma anche gli aggressori»