Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
23 settembre 2026 - Aggiornato alle 16:16
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

ambiente e veleni

Discarica abusiva con amianto in un fondo agricolo: sequestrata l'area a Licata, denunciati due coniugi

Trovati sul terreno pneumatici, veicoli dismessi e materiali contenenti sostanze pericolose. Contestato anche l'abusivismo edilizio

23 Settembre 2026, 10:01

10:10

Discarica abusiva con amianto in un fondo agricolo: sequestrata l'area a Licata, denunciati due coniugi

Un ingente quantitativo di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, stoccati direttamente sulla terra nuda con il concreto rischio di inquinare la falda e le colture circostanti. È la desolante scoperta fatta a Licata, in contrada San Michele, dai carabinieri della locale Stazione nell’ambito di un'operazione mirata al contrasto dei reati ambientali e alla tutela della salute pubblica.

I militari dell'Arma, operando in stretta collaborazione con i tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) di Agrigento, hanno condotto un'ispezione minuziosa all'interno di un fondo agricolo. L'accertamento ha rivelato una discarica illegale a cielo aperto: sul terreno erano stati abbandonati materiali da costruzione contenenti pericolosissimo amianto, pneumatici fuori uso, imballaggi di plastica, metallo e legno, elettrodomestici dismessi, miscele bituminose e persino pietrisco per massicciate ferroviarie saturo di sostanze tossiche. A completare il quadro, la presenza di autocarri e veicoli dismessi e mai bonificati.

Oltre allo scempio ambientale, i rilievi hanno portato alla luce la realizzazione di opere edilizie del tutto abusive, costruite in assenza del prescritto permesso di costruire.

In esito alle verifiche, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento due coniugi del posto: una donna di 56 anni, proprietaria formale del terreno, e il marito di 59 anni, utilizzatore di fatto dell'area. Per entrambi le accuse sono di gestione e smaltimento illecito di rifiuti speciali e abusivismo edilizio. L’intera area interessata è stata sottoposta a sequestro preventivo per impedire l'ulteriore reiterazione dei reati e permettere la futura messa in sicurezza del sito.