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società

La rivoluzione silenziosa della cremazione, ad Aci Catena il secondo forno crematorio della provincia di Catania

La struttura sarà gestita da personale qualificato e dotata di spazi dedicati all’accoglienza dei familiari

23 Settembre 2026, 12:37

12:40

La rivoluzione silenziosa della cremazione, ad Aci Catena il secondo forno crematorio della provincia di Catania

Per secoli è stata considerata una scelta di rottura o una decisione riservata a precise volontà d’avanguardia. Oggi, invece, la cremazione ha perso ogni alone di eccezionalità ed è diventata, per una fetta sempre più ampia di italiani, una scelta di sobria quotidianità. A spingere verso questo cambio di rotta non sono soltanto la progressiva secolarizzazione della società o il definitivo sdoganamento da parte del mondo cattolico, ma anche ragioni spiccatamente pratiche: il riassetto degli spazi urbani, i costi di gestione della sepoltura tradizionale e la saturazione dei cimiteri nelle grandi città.

Dopo Misterbianco, il secondo in provincia di Catania è il forno crematorio al cimitero di Aci Catena che sarà inaugurato lunedì 28 settembre, alle 10.30.

La moderna struttura, occupa una superficie coperta di 500 metri quadri e comprende, oltre al moderno impianto di cremazione, una sala commiato, locali adibiti alla conservazione delle salme e uffici amministrativi. Il Tempio crematorio, realizzato in progetto di finanza dalla Sgc (Società gestione cimiteriale) ha un allestimento tecnologico di ultimissima generazione. L’impianto, già completato, rappresenta il secondo servizio di questo tipo in provincia di Catania, dopo quello operativo a Misterbianco. L’opera arriva in un momento in cui la domanda di cremazione è in costante crescita, sia a livello nazionale sia regionale. Negli ultimi anni la cremazione ha superato il 30% delle scelte funerarie in Italia, con un incremento significativo anche in Sicilia. La presenza di un nuovo allestimento crematorio nel territorio etneo consentirà di ridurre i tempi di attesa, evitare trasferimenti verso altri impianti e offrire un servizio più vicino alle famiglie del comprensorio. Il forno crematorio di Aci Catena è stato realizzato secondo gli standard tecnici più recenti. Gli impianti moderni utilizzano sistemi di filtrazione avanzati che riducono le emissioni e garantiscono un ciclo di combustione controllato. Le camere di estinzione ad alta efficienza, i materiali refrattari di nuova generazione e i sistemi di monitoraggio continuo permettono di operare nel rispetto delle normative ambientali e sanitarie. In molti comuni italiani l’attivazione di crematori ha permesso una migliore organizzazione delle aree interne, riducendo la pressione sulle sepolture tradizionali e favorendo una gestione più efficiente delle pratiche funerarie. I forni di ultima generazione sono inoltre progettati per ridurre i consumi energetici, grazie a sistemi di recupero del calore e tecnologie che ottimizzano l’intero processo. La struttura sarà gestita da personale qualificato e dotata di spazi dedicati all’accoglienza dei familiari, per assicurare un servizio rispettoso e adeguato alle esigenze del momento. La cremazione, oltre a essere una scelta personale o culturale, risponde anche a necessità legate alla gestione degli spazi cimiteriali.

Al taglio del nastro inaugurale, il commissario straordinario del comune di Aci Catena, Innocenza Battaglia, il vescovo della diocesi di Acireale, mons. Antonino Raspanti, la deputazione regionale del territorio, i sindaci del comprensorio acese–pedemontano e i comandanti delle forze dell’ordine del distretto.

In un’epoca che ridefinisce continuamente i concetti di memoria, presenza e rispetto per l'ambiente, l'atto di affidare il proprio corpo al fuoco non rappresenta più un addio alla memoria, ma una diversa forma di rielaborazione del lutto. Tra la possibilità di conservare le ceneri in casa, disperderle in natura o riposare in un cinerario comune, la cremazione ci forza a riflettere su come sia cambiato il nostro modo di salutare chi se ne va e su quale traccia, anche ecologica, intendiamo lasciare dopo di noi.