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L'inchiesta

Monossido al Rifugio Sapienza, dalla morte sospetta nella stanza 21 al sequestro: ecco cosa sappiamo

Venerdì l'autopsia sul corpo del turista 66enne di Singapore, la cui famiglia ha nominato un legale di fiducia. Mercoledì invece il sopralluogo dei super periti della procura nello storico hotel dell'Etna

23 Settembre 2026, 13:39

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Etna, turista di Singapore morto al Rifugio Sapienza: rilevato monossido nella stanza

Quando il turista di 66 anni di Singapore, Lee Kim Saint Vincint, è morto una settimana fa (il 16 settembre) nella stanza 21 dello storico Rifugio Sapienza, in territorio di Nicolosi, si è ipotizzato un malore dovuto alle conseguenze dell'altitudine dell'Etna. Però la procura di Catania ha voluto vederci chiaro e ha disposto il sequestro della salma per disporre l'autopsia. L'ispezione esterno aveva escluso Nel frattempo la struttura recettiva è stata chiusa per un paio di giorni proprio in conseguenza del decesso. Poi l'hotel è stato riaperto e quella camera è rimasta vuota. Domenica notte alcuni visitatori hanno cominciato a sentirsi male e sono stati portati in ospedale. A quel punto si è aperto il drammatico scenario di una dispersione di monossido di carbonio nell'immobile a quota 1.910 metri. Gli ospiti intossicati sono stati sottoposti al trattamento di camera iperbarica al Cannizzaro di Catania. Al Rifugio Sapienza, evacuato immediatamente per sicurezza, sono arrivati i vigili del fuoco lunedì mattina. E hanno lavorato per dare le risposte alla magistratura. Sono arrivate: nelle camere sopra la cucina (la maggiore concentrazione in quella occupata dallo sfortunato 66enne asiatico) è stata rilevata la presenza del monossido di carbonio. Un gas subdolo, inodore e letale. 

L'inchiesta, quindi, aperta due giorni dalla Procura di Catania sull'intossicazione da monossido di carbonio a 32 ospiti e sei dipendenti dello storico albergo si allarga. E si vuole capire se ci sia un collegamento fra i due eventi: il decesso e l'intossicazione dei visitatori. Mercoledì sarà conferito l'incarico e poi il conseguente sopralluogo dei due periti che saranno nominati dalla procura. I due consulenti svolgeranno le perizie tecniche per "individuare l'origine della dispersione del monossido di carbonio all'interno della struttura", verificare se l'hotel fosse dotato di tutte le strumentazioni di rilevamento dei gas e di conseguenza "accertare se il decesso di un ospite, verificatosi nei giorni precedenti, sia causalmente riconducibile all'esposizione allo stesso gas". 

Il procuratore Francesco Curcio, l'aggiunto Fabio Scavone e la sostituta Chiara Milazzo, hanno disposto "il sequestro probatorio dell'intera struttura ricettiva" per "consentire l'ulteriore approfondimento degli accertamenti, verificare lo stato e la funzionalità degli impianti e determinare con esattezza le cause dell'accaduto". Dalle verifiche dei vigili del fuoco è emerso che "la dispersione di monossido di carbonio potrebbe essere dovuta a un malfunzionamento dell'impianto di evacuazione di gas combustibili di una caldaia alimentata a Gpl" che si trova "nei locali cucina, sottostanti le camere interessate" dove si trovavano gli ospiti dell'albergo che hanno fatto ricorso alle cure mediche. 

Venerdì alle 12,30 ci sarà il conferimento dell'incarico al medico legale, Monica Salerno, e nel pomeriggio sarà eseguita l'autopsia sul corpo del 66enne all'istituto di medicina legale del Policlinico di Catania, dove al momento si trova la salma del turista di Singapore. Dell'esame tossicologico si occuperà un altro perito. Si tratta infatti di una perizia collegiale. La famiglia dell'uomo ha nominato come legale, l'avvocato di Catania Dario Riccioli, che nominerà un perito di parte.