Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
23 settembre 2026 - Aggiornato alle 15:08
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

l'appello

Le sorelline scomparse a San Cataldo restano in comunità, il procuratore ai giovani: «Nessuno deve sentirsi solo davanti ai rischi della rete»

«Dobbiamo aiutarli a comprendere che ogni parola, ogni foto, ogni condivisione può avere conseguenze reali per sé e per gli altri»

23 Settembre 2026, 13:51

Le sorelline scomparse a San Cataldo restano in comunità, il procuratore ai giovani «Nessuno deve sentirsi solo davanti ai rischi della rete»

Restano in comunità insieme agli altri quattro fratellini, in attesa delle determinazioni del Tribunale per i minorenni, le due sorelline di 12 e 8 anni scomparse venerdì scorso a San Cataldo e ritrovate il giorno successivo.

«In relazione alla vicenda che coinvolge le due Sorelline e i quattro fratellini - dice all'Ansa il procuratore per i minorenni di Caltanissetta Rocco Cosentino - è stato adottato un intervento urgente di protezione ai sensi dell'articolo 403 del codice civile, con collocamento in comunità in attesa delle determinazioni del Tribunale per i minorenni. Si tratta di una misura di natura protettiva finalizzata a garantire nell'immediato la sicurezza e il benessere dei minori».

Cosentino rivolge poi un appello ai ragazzi e soprattutto ai genitori sui rischi della rete. «I social fanno parte della vita dei nostri ragazzi, sono luoghi di incontro, di espressione e di conoscenza, ma usarli richiede consapevolezza perché dietro uno schermo possono nascondersi rischi concreti: cyberbullismo, adescamento, diffusione incontrollata di immagini personali».

«Dobbiamo aiutare i giovani a comprendere - aggiunge - che ogni parola, ogni foto, ogni condivisione può avere conseguenze reali per sé e per gli altri. Il rispetto della persona vale online come nella vita quotidiana. Famiglie, scuole e istituzioni hanno il compito di ascoltare, educare e costruire fiducia».

Infine l'appello diretto ai ragazzi: «Se qualcosa vi spaventa, vi umilia o vi mette a disagio, parlatene con un adulto di fiducia. Chiedere aiuto è un gesto di coraggio. Nessuno deve sentirsi solo davanti ai rischi della rete».