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maltempo

Ad Acireale allagamenti e tombini saltati, il sindaco: «Non possiamo eliminare il rischio, ma ridurne la pericolosità»

L’obiettivo è ridurre progressivamente la quantità d’acqua che raggiunge le zone più basse, dove il deflusso tende naturalmente a concentrarsi, dalle aree del centro fino alle frazioni marinare di Capo Mulini, Aci Platani, Stazzo e Santa Tecla

23 Settembre 2026, 16:02

16:10

Ad Acireale allagamenti e tombini saltati, il sindaco: «Non possiamo eliminare il rischio, ma ridurne la pericolosità»

All’indomani del violento temporale che ha interessato Acireale, l’Amministrazione comunale ha effettuato diversi sopralluoghi sul territorio, insieme ai tecnici comunali, per verificare le criticità emerse.

Si è trattato di un evento di particolare intensità, con un picco pluviometrico di 169,90 mm di pioggia per metro quadrato e precipitazioni protrattesi per diverse ore. Le attività di ripristino sono già state avviate e le principali criticità sono state affrontate.

Nonostante la quantità eccezionale di acqua, non si registrano al momento danni rilevanti a persone o cose. I principali disagi hanno riguardato allagamenti, tombini saltati, detriti e terriccio sulla sede stradale, un palo caduto e il cedimento di alcuni muretti di recinzione. In alcune zone si è reso necessario intervenire sulla viabilità e limitare temporaneamente la circolazione per consentire le operazioni di messa in sicurezza.

Nella scuola di Pennisi è stata rilevata un’infiltrazione dal tetto. Le verifiche tecniche sono già state effettuate e sono stati programmati gli interventi necessari.

Le squadre sono intervenute nella mattinata per rimuovere detriti e terriccio, liberare le strade e ripristinare la viabilità. Le principali situazioni di emergenza sono state risolte e proseguono le ultime attività di pulizia e ripristino.

«Considerata la quantità di acqua caduta, il territorio ha retto bene – sottolinea il sindaco Roberto Barbagallo –. Ci sono stati dei disagi, che abbiamo affrontato, ma al momento non registriamo danni rilevanti. Un evento di questa portata ci consegna però anche una riflessione importante sulla prevenzione».

Il temporale si è verificato in assenza di un’allerta specifica per un fenomeno di questa intensità e ha interessato il territorio con le prime piogge di settembre, protrattesi per diverse ore.

«Non possiamo pensare alla prevenzione soltanto quando viene diramata un’allerta – aggiunge Barbagallo –. Quello che è accaduto ci dice che dobbiamo tutti utilizzare il buonsenso a prescindere, conoscere bene le criticità del territorio e sapere come comportarsi anche davanti a precipitazioni improvvise e molto intense. Con picchi pluviometrici di questa portata non c’è tombino che tenga: bisogna essere cauti negli spostamenti».

Per questo l’Amministrazione comunale intende lavorare insieme alla Protezione Civile alla predisposizione di un vademecum per i cittadini, con indicazioni semplici e concrete sulle principali situazioni di rischio e sulle strade e aree da evitare in caso di piogge particolarmente intense.

«Dobbiamo fare in modo che le persone sappiano quali sono i punti più critici e quali comportamenti adottare. Penso, ad esempio, a via San Pietro Patti o via Rapallo, dove in presenza di piogge molto intense è necessario limitare il transito. Il vademecum servirà proprio a rendere queste informazioni chiare e facilmente accessibili».

La prevenzione passa però anche dal rafforzamento della Protezione Civile e dalla capacità del Comune di intervenire tempestivamente sul territorio. In questa direzione sono destinati 230mila euro di finanziamento FUA all’acquisto di nuovi mezzi e attrezzature, tra cui fuoristrada, che consentiranno di potenziare la dotazione a disposizione per le emergenze.

«Dobbiamo continuare a investire sulla Protezione Civile, sui mezzi e sulle attrezzature, ma anche su interventi strutturali capaci di ridurre progressivamente la pericolosità – sottolinea il sindaco –. Non possiamo eliminare completamente il rischio, ma possiamo ridurne la pericolosità e i disagi per i cittadini».

L’evento ha riportato l’attenzione anche sul problema del deflusso delle acque provenienti dalle zone a monte, che durante precipitazioni eccezionali raggiungono le aree più basse della città e, successivamente, le frazioni marinare.

Sul dissesto idrogeologico sono già diversi i finanziamenti e gli interventi in corso, con un quadro complessivo che supera i 10 milioni di euro. Tra questi, le vasche di laminazione e le opere di mitigazione previste in via Wagner, via Anzalone e ad Aci Platani.

Ma per il sindaco serve anche un progetto più ampio. «Dobbiamo ragionare su un progetto per intercettare l’acqua che arriva dalle zone a monte di via Cristoforo Colombo – sottolinea –. Da lì arriva acqua da Aci Sant’Antonio, Santa Venerina, Piano d’Api e dalle altre zone più alte. Viale Cristoforo Colombo rappresenta una linea di demarcazione importante: se riusciamo a intercettare una parte di quell’acqua con vasche di dissipazione, sistemi di raccolta e pozzi disperdenti, prima che raggiunga la città, possiamo ridurre la quantità che arriva verso il centro e, successivamente, nelle zone più basse».

L’obiettivo è ridurre progressivamente la quantità d’acqua che raggiunge le zone più basse, dove il deflusso tende naturalmente a concentrarsi, dalle aree del centro fino alle frazioni marinare di Capo Mulini, Aci Platani, Stazzo e Santa Tecla.

Un altro fronte riguarda la pulizia dei torrenti. Il Comune ha ottenuto dalla Regione un finanziamento di 350mila euro e sta completando la progettazione, con l’obiettivo di avviare gli interventi già dall’inizio di ottobre.