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il progetto

Catania, dopo sessant’anni verso il nuovo strumento urbanistico: il documento preliminare entra nella fase finale

Il prossimo passaggio sarà la trasmissione al Consiglio comunale insieme con la conferenza di pianificazione

23 Settembre 2026, 16:14

16:20

Catania,  dopo sessant’anni verso il nuovo strumento urbanistico: il documento preliminare entra nella fase finale

Ultimi ritocchi degli uffici comunali al Documento preliminare del nuovo Piano Urbanistico Generale di Catania, che dopo circa sessant’anni si avvia a diventare realtà. Un passaggio di particolare rilievo storico perché, secondo la vigente legge urbanistica siciliana, il Documento preliminare non è un semplice atto propedeutico, ma ha già la natura e il valore giuridico di un piano, sia pure non ancora completo in tutte le sue parti. La sua adozione consente infatti di disciplinare concretamente il periodo transitorio fino all’approvazione definitiva del PUG: il Documento individua le aree nelle quali possono essere rilasciati singoli titoli abilitativi e possono essere approvati piani attuativi, stabilendo in questi casi gli indici e i parametri da applicare, e individua al tempo stesso le aree nelle quali, per evitare che le vecchie previsioni urbanistiche compromettano gli obiettivi del nuovo Piano, viene sospeso il rilascio dei titoli abilitativi.

È questo il significato del passaggio che Catania si appresta a compiere. Il Documento preliminare, ormai prossimo alla conclusione prevista per ottobre, non rappresenta dunque soltanto la base sulla quale sarà costruito il PUG definitivo, ma uno strumento che potrà già orientare e, nelle aree individuate, disciplinare l’attività urbanistica ed edilizia della città durante la fase transitoria. La sua adozione da parte del Consiglio comunale renderà inoltre operative le misure di salvaguardia nelle aree individuate a tutela degli obiettivi del nuovo Piano.

Il punto sullo stato di avanzamento è stato fatto nel corso di un incontro negli uffici della Direzione Urbanistica tra il sindaco Enrico Trantino, l’assessore all’Urbanistica Luca Sangiorgio e l’Ufficio di Piano, coordinato dal direttore e progettista del PUG, ing. Biagio Bisignani. Alla riunione hanno partecipato anche il prof. Paolo La Greca, consulente per il PUG, e il gruppo dei progettisti interni alla Direzione Urbanistica, impegnati nella fase conclusiva della definizione del nuovo strumento di pianificazione.

Si è conclusa l’attività di partecipazione e di raccolta dei contributi provenienti dagli enti competenti, dai portatori di interesse e dalla cittadinanza, avviata a seguito dell’Atto di indirizzo del 2024. I contributi ricevuti sono stati esaminati dalla Direzione Urbanistica e hanno contribuito ad affinare le scelte strategiche del piano. Parallelamente, il quadro conoscitivo è stato aggiornato attraverso gli studi specialistici geologici, agronomici e forestali, ambientali, infrastrutturali e socioeconomici curati dai professionisti e dalle università incaricate.

Particolarmente significativo è il livello di dettaglio con cui è stato elaborato il Documento preliminare. A fronte della scala 1:10.000 prevista per questa fase, gli elaborati sono stati sviluppati in scala 1:2.000, consentendo una lettura molto più puntuale del territorio e anticipando con un elevato livello di precisione una parte consistente delle scelte che confluiranno nel Piano definitivo. Un lavoro che rende il documento già fortemente strutturato e ne rafforza la capacità di operare concretamente nella fase transitoria.

Il nuovo PUG viene costruito come un Piano della rigenerazione, superando la logica espansiva che ha caratterizzato gran parte della pianificazione novecentesca per concentrare le possibilità di trasformazione sul recupero e sul riuso del patrimonio edilizio esistente, sulla rigenerazione delle periferie, sul recupero delle aree dismesse e dei vuoti urbani e sulla riduzione del consumo di suolo.

Tra i temi centrali figurano la rete ecologica urbana, la qualità dello spazio pubblico, il rafforzamento dei servizi e delle attrezzature collettive, la sicurezza sismica e idrogeologica, la transizione energetica e la ridefinizione del rapporto tra città, porto, aeroporto e sistema metropolitano. Particolare attenzione sarà riservata alla qualità dell’abitare e alla semplificazione delle regole, con l’obiettivo di rendere più chiare le procedure e più certi i tempi per cittadini, professionisti e operatori economici.

Un ruolo importante avranno inoltre gli strumenti perequativi, compensativi e di riequilibrio urbanistico, destinati a favorire interventi di rigenerazione e recupero attraverso la collaborazione tra pubblico e privato, collegando eventuali premialità urbanistiche a obiettivi di interesse collettivo quali nuovi standard, verde e spazi pubblici, efficientamento energetico e miglioramento delle prestazioni sismiche degli edifici.

Il prossimo passaggio sarà la trasmissione del Documento preliminare al Consiglio comunale, insieme alla Conferenza di pianificazione prevista dalla legge per verificarne la coerenza con i quadri e gli obiettivi generali e di area vasta. Una volta adottato, il Documento costituirà la base per la successiva redazione del progetto definitivo del PUG.

Per Catania si apre così una fase dal valore non soltanto amministrativo, ma storico. Dopo circa sessant’anni, una lunga elaborazione comincia a tradursi in un nuovo quadro di regole e di scelte per il governo del territorio. E il Documento preliminare rappresenta il passaggio nel quale il nuovo PUG esce dalla sola dimensione progettuale per assumere, già nella fase transitoria prevista dalla legge, una concreta funzione di pianificazione e di governo delle trasformazioni urbane.