il bilancio
Nubifragio di fine estate a Giarre, torna l’incubo alluvione. «In due anni nessun intervento strutturale»
In tilt tutto il comprensorio tra auto bloccate, garage invasi dall’acqua e disagi sulla A18. La denuncia dell'associazione “Articolo 1”
Non è stata esattamente una bomba d’acqua, piuttosto un acquazzone di fine estate, ma è bastato per mettere in crisi un territorio fragile, morfologicamente segnato da un diffuso dissesto idrogeologico. Il maltempo delle ultime ore ha agito come una spietata cartina di tornasole, dimostrando come la vulnerabilità dell'area giarrese rappresenti una minaccia concreta che si ripresenta puntualmente negli stessi luoghi a ogni precipitazione. La violenza del flusso d'acqua ha sorpreso molti automobilisti, lasciando decine di vetture in panne lungo le strade trasformate in torrenti.
I vigili del fuoco sono stati impegnati in una lunga serie di interventi d'emergenza per prosciugare e mettere in sicurezza garage, cantine e locali interrati invasi dal fango in particolare nella zona di Trepunti e in via Luminaria, dove decine di auto sono state sommese dall’acqua piovana. Difficoltà e rallentamenti della circolazione si sono registrati anche lungo il tratto dell'autostrada A18, nello snodo compreso tra lo svincolo di Acireale e la barriera di Giarre, con l'accumulo d'acqua che ha invaso la sede stradale in entrambe le direzioni di marcia. L'acqua ha raggiunto e superato l'altezza dei cofani delle vetture, provocando lo spegnimento dei motori e lasciando numerose auto bloccate.
Ancora una volta via Foscolo, costruita sul torrente Babbo, ha ripreso la sua naturale vocazione, trasformandosi in un gigantesco corso d’acqua che ha seminato il panico tra le abitazioni. L’area urbana Altarello-Cozzi, al confine tra i territori di Riposto e Giarre, è tra quelle maggiormente esposte al fenomeno del dissesto idrogeologico e martedì notte si sono verificati diversi allagamenti, riproponendo con forza il tema della messa in sicurezza dei corsi d'acqua e delle infrastrutture di drenaggio dell'intero comprensorio jonico.
«L’acquazzone - afferma Alfredo D’Urso, presidente dell’associazione Articolo 1 - ha riproposto problemi che conosciamo ormai da anni: allagamenti nella zona del “Ponte a Pina” e il solito fiume d’acqua e fango che attraversa l'abitato di Altarello e si riversa sul quartiere Cozzi. A quasi due anni dall’alluvione del novembre 2024, nonostante le ripetute segnalazioni del Comitato di quartiere e i sopralluoghi della Protezione civile e dell’Autorità di Bacino, gli interventi strutturali attesi non sono ancora arrivati. L’unico intervento realizzato - afferma D’Urso - è stato quello, certamente utile ma insufficiente, del Comune di Riposto, con l’abbattimento del muretto prospiciente via Ugo Foscolo. A questo si aggiungono le criticità determinate dalla nuova gronda viaria e dalla rotatoria nell’area dell’ex “Albanazzu”, dove la presenza di un cordolo ostacola il deflusso delle acque verso la nuova arteria, contribuendo a convogliarle verso Altarello e Cozzi. Come associazione Articolo Uno chiediamo interventi immediati: a monte, pulizia delle caditoie e realizzazione delle opere strutturali di cui si discute da due anni; a valle, pulizia e gabbionatura del torrente e opere capaci di intercettare le acque prima che tracimino verso Altarello e Cozzi. Non possiamo aspettare la prossima alluvione per intervenire».
Il dissesto idrogeologico è particolarmente diffuso a Giarre. E in parte alcuni interventi di messa in sicurezza strutturalmente operati dal dipartimento di Protezione civile hanno eliminato gravi e perduranti criticità idrauliche a Santa Maria la Strada, attraverso la bonifica dell’alveo del torrente Continella. Interventi che, invece, rimangono al palo, sono quelli di via Foscolo, Altarello, via Luminaria. E nell’area residenziale di via Almirante, dove il torrente Babbo è stato alterato dalla realizzazione di strade e insediamenti abitativi.
