San Giovanni La Punta
Due milioni per il restyling, ma alle prime piogge il plesso “Fermi” è sott’acqua
Lavori finanziati dalla Protezione civile. Un “lago” aula magna e corridoi. Interrogazione della Adorno (M5s)
Due milioni di euro di risorse pubbliche spesi per la ristrutturazione e la messa in sicurezza dell’edificio, ma è bastata la prima forte pioggia del nuovo anno scolastico per far piombare la scuola nell'emergenza. È quanto accaduto al plesso “Enrico Fermi” dell’Istituto comprensivo “Giovanni Falcone” di San Giovanni La Punta, che si trova in via Morgioni, finito letteralmente sott’acqua a causa delle infiltrazioni d'acqua dal tetto. L'episodio si è verificato la scorsa settimana, a circa 24 ore dall'inizio delle lezioni. Un violento acquazzone ha provocato un consistente ingresso d'acqua dalla copertura dell'edificio. La pioggia è caduta copiosamente dal soffitto aprendosi la strada prima all'interno dell'aula magna per poi spingersi fino al corridoio adiacente alle aule, creando disagi e comprensibile preoccupazione tra le famiglie, il personale scolastico e gli studenti.
La vicenda ha subito assunto una rilevanza politica e istituzionale, poiché il plesso era stato da poco oggetto di un imponente cantiere di restyling e adeguamento finanziato dal Dipartimento regionale della Protezione civile per una somma pari a 2 milioni di euro. Sulla vicenda è intervenuta con fermezza la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Lidia Adorno, la quale ha presentato un'interrogazione formale al presidente della Regione e al Governo regionale per fare piena luce sui fatti e accertare eventuali responsabilità o difetti nell'esecuzione dei lavori. «Non è accettabile che una scuola destinataria di un importante intervento finanziato con 2 milioni di euro finisca sott’acqua alla prima pioggia» ha dichiarato Adorno, sottolineando la necessità di verificare con chiarezza se esista un nesso causale tra le recenti infiltrazioni e la qualità delle opere eseguite sulla copertura.
La parlamentare regionale ha precisato di non voler celebrare "processi sommari", ma ha rimarcato come sia doveroso controllare se, prima della riapertura della scuola, siano stati eseguiti i collaudi, i sopralluoghi e le verifiche tecniche obbligatorie per legge. L'interrogazione mira a chiarire quali interventi specifici siano stati effettuati sul tetto dell'edificio per prevenire le infiltrazioni meteoriche. La priorità assoluta rimane la sicurezza degli alunni e di chi vive quotidianamente l'istituto, evitando che al prossimo temporale le aule tornino ad allagarsi. Al contempo, resta aperto il nodo della tutela dei fondi pubblici: i cittadini pretendono di sapere se un investimento di ben due milioni di euro abbia garantito gli standard di sicurezza promessi. Questo lo chiede la deputata regionale ed anche i genitori degli studenti del plesso scolastico puntese.