la storia
Da ufficiale dei carabiniere a prete, la “conversione” di un acese
Ha abbandonato una brillante carriera per la sua vocazione: il maggiore, 35 anni, adesso è a Gerusalemme
Quella che per molti è una svolta radicale, per altri un cambio totale di vita, per il maggiore Manuel Grasso, 35 anni, ufficiale dei carabinieri di origini acesi, è semplicemente una risposta a una chiamata più profonda. Una scelta che lascia il segno: abbandonare una brillante carriera nell’Arma per indossare l’abito talare. La destinazione è Gerusalemme, dove ha già iniziato il suo percorso di studi ecclesiastici e discernimento spirituale.
Un addio alla divisa che arriva al culmine di una traiettoria professionale impeccabile. L’ormai ex ufficiale si è formato tra l’Accademia militare di Modena e la Scuola ufficiali, collezionando due master e ruoli di prima linea in territori caldi come Reggio Calabria, Taurianova e Roma Montesacro. A soli trent’anni, nel settembre 2021, assume la guida della Compagnia di Ivrea e in Piemonte gestisce con fermezza un territorio complesso di 14 stazioni nel Canavese, distinguendosi per i risultati operativi, ma anche per la profonda sensibilità umana. Porta infatti la sua firma l’inaugurazione della “Stanza tutta per sé” a Ivrea-Banchette, uno spazio protetto per accogliere e sostenere le donne vittime di violenza. Ma nel 2025 arriva il colpo di scena: l’annuncio del cambio al comando e la decisione ufficiale di congedarsi.
La notizia ha suscitato profonda commozione anche nella sua città natale, dove la comunità ha accolto la notizia con un misto di sorpresa e grande ammirazione per il coraggio dimostrato. Non capita tutti i giorni di vedere un uomo rinunciare a un potere concreto e a una stabilità lavorativa così prestigiosa per abbracciare l’incertezza e il rigore della vita monastica e dello studio teologico in terre lontane. I messaggi di stima sui social testimoniano quanto abbia lasciato un’impronta indelebile tra i suoi concittadini e i colleghi.
Oggi l’ex maggiore si trova in Terra Santa. Ha sostituito le strategie militari con la teologia, la gestione dell’ordine pubblico con la meditazione. Una maturazione intima, coraggiosa, che ridefinisce il futuro di un uomo che ha servito lo Stato con dedizione e che ora è pronto a servire una vocazione ancora più grande.