Il blitz
I nipoti del boss in terra straniera
I due catanesi, sotto l’egida dei Santapaola, rifornivano un gruppo di spaccio a Lentini
Il nome di Roberto Vacante avrebbe garantito “potere” criminale anche fuori dai confini catanesi. E avrebbe permesso ai nipoti del boss dei Santapaola di diventare fornitori di un gruppo di spaccio che vendeva droga a Lentini, storica roccaforte dei Nard, fedelissimi alleati della famiglia catanese di Cosa Nostra. Dario Vacante e il cognato Davide Musumeci, già coinvolti nell’operazione Overtrade del 2020, sono due dei venticinque arrestati nell’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri di Siracusa, scattata ieri all’alba.
Gli investigatori del Gico hanno seguito le tracce lasciate dai nipoti di Vacante - che è estraneo all’indagine - che sono diventati i fornitori di Filadelfo Zarbano, che prima dal carcere di Ragusa e poi da uomo libero attuava e organizzava forniture di droga per le piazze di spaccio di Siracusa, Lentini, Carlentini, Francofonte e Scordia. La sostanza la acquistava infatti dai due catanesi arrestati ieri.
Una rapporto “commerciale” però che avrebbe provocato non poche tensioni. I siracusani non sarebbero stati dei buoni pagatori. Avrebbero accumulato un consistente debito, arrivato a toccare i 50.000 euro che avrebbe fatto saltare i nervi, molte volte, a Dario Vacante. Il nipote dei santapaoliano più volte è intercettato mentre alza la voce con i pusher riforniti da Zarbano (che era quindi il ponte di collegamento fra Vacante e gli acquirenti). «Vedi che ho parlato con l’amico nostro», diceva il catanese. L’amico sarebbe stato proprio Zarbano che «aveva aggiornato il conto, pari a 44.500 euro».
Le indagini hanno ricostruito anche traffici transnazionali di droga, con importazioni dalla Spagna. Rapporti con i narcos della penisola iberica sono documentati da diverse telefonate, come quelle fra Davide Musumeci e Germano Lorefice, detenuto all’epoca al carcere di Ragusa proprio perché era stato arrestato durante un trasporto dalla Spagna all’Italia di un’ingente quantità di hashish. Sono state captate anche conversazioni fra Lorefiche e il suo referente a Madrid, ma anche di Musumeci mentre organizzava il rientro di un’auto presa a noleggio, utilizzata quasi certamente per fare arrivare il carico di droga alle nostre latitudini.
