l'indagine
Marsala: la foto di Colt Gray sullo smartphone riaccende le indagini sui coltelli tra i ragazzi
La Procura per i minorenni di Palermo indaga su foto, chat e social che legano Marsala e San Vito Lo Capo
Due episodi diversi, avvenuti a distanza di quasi quattro mesi, ma con alcuni elementi che oggi finiscono inevitabilmente sotto la lente degli investigatori. A San Vito Lo Capo, a maggio, un dodicenne tentò di aggredire con un coltello il proprio professore. A Marsala, martedì scorso, una tredicenne ha minacciato con un'arma da taglio una compagna di scuola. In mezzo ci sono i coltelli, la giovane età dei protagonisti e, soprattutto, una possibile traccia comune che porta al mondo digitale.
Il dettaglio emerso nelle ultime ore sul caso di Marsala riguarda infatti il telefono della studentessa. Sullo smartphone sarebbe stata trovata la fotografia di Colt Gray, il quattordicenne americano che il 4 settembre 2024 entrò armato nella Apalachee High School di Winder, in Georgia, uccidendo due studenti e due insegnanti. Gray è stato successivamente condannato all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. La fotografia è ora tra gli elementi che la Procura per i minorenni di Palermo sta valutando nell'ambito degli accertamenti sull'aggressione alla scuola media Pipitone. Sarà l'analisi dello smartphone, del computer e degli altri contenuti digitali a stabilire se quella fotografia rappresenti un elemento isolato oppure se sia inserita in un contesto più ampio di interessi, conversazioni e frequentazioni online. La Procura ha infatti disposto il sequestro dei dispositivi della ragazza proprio per ricostruire il contesto nel quale è maturato l'episodio.
Ed è proprio il mondo digitale a rappresentare il primo punto di contatto con quanto accaduto a San Vito Lo Capo il 29 maggio. Anche in quel caso il coltello non sarebbe stato l'unico elemento da analizzare. Il dodicenne aveva portato con sé due coltelli, indossava un casco (con il nome anche di Colt Gray) e aveva predisposto il cellulare per riprendere l'aggressione. Secondo gli accertamenti, il gesto sarebbe stato annunciato nei giorni precedenti attraverso i social e il filmato sarebbe stato trasmesso in una diretta Telegram. La Procura per i minorenni di Palermo aveva aperto un fascicolo per istigazione, mentre gli investigatori avevano iniziato a esaminare computer, cellulare, profilo TikTok e chat frequentate dal ragazzo. In entrambi i casi gli investigatori si sono trovati davanti a ragazzi molto giovani e a dispositivi elettronici che potrebbero contenere una parte importante della spiegazione.